“Uguaglianza di genere: a che punto siamo?” (Virginia Vandini)

In allegato la relazione del discorso tenuto da Virginia Vandini, presidente “il valore del femminile”, il giorno 19 marzo 2018, presso la Casa della Cultura.

link: “Differenza di genere: a che punto siamo?”_ relazione Virginia Vandini

“L’ideale non è separare l’uomo dalla donna, ma scoprire, piuttosto, come possono completarsi a vicenda”
– H. H Mamani

“Uguaglianza di genere” (Elisabetta Nistri)

Un ringraziamento per tutto il lavoro che è stato fatto fino ad adesso dalle donne che ci hanno preceduto ed hanno permesso anche a noi di godere delle conquiste raggiunte.

Una importante conquista è stato il riconoscimento del 5 punto tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che dice: RAGGIUNGERE L’UGUAGLIANZA DI GENERE ED EMANCIPARE TUTTE LE DONNE E RAGAZZE, e che attraverso i sottopunti analizza tutti gli aspetti in cui le donne sono state e sono ancora discriminate. In precedenti convegni abbiamo già toccato alcuni di questi punti come:  il punto 5.2 Eliminare tutte le forme di violenza verso tutte le donne e ragazze nella sfera pubblica e privata, inclusi tutti i tipi di sfruttamento come traffico e sfruttamento sessuale.

5.3 Eliminare tutte le pratiche dannose, come il matrimonio forzato prematuro delle bambine e la mutilazione genitale femminile.   5.5 Assicurarsi la piena ed effettiva partecipazione delle donne ed uguali opportunità per la leadership a tutti i livelli nella vita politica, economica e pubblica.

A questo punto del Convegno ringrazio anche le relatrici precedenti che hanno dato una ampia e dettagliata panoramica, delle situazioni in cui ancora questi diritti non sono stati acquisiti e del lavoro che ci rimane ancora da fare.

Con questo voglio dire che è un grande conquista, il fatto che questi obiettivi siano scritti, ma così come per la carta dei Diritti Umani stipulata dopo la 2 Guerra Mondiale, siamo ancora abbastanza lontani dalla loro attuazione.

La domanda che voglio porre quindi è perché gli uomini discriminano le donne? E come possiamo evitare che questo continui a ripetersi? Nel caso specifico parlo di maltrattamento, violenza, abuso, mancanza di rispetto….  Ma se analizziamo bene in molti gravi casi di cronaca,  vediamo che spesso gli uxoricidi finiscono con suicidi. (questo quindi dovrebbe farci riflettere)

Forse è perché siamo così limitati nella capacità di comprendere gli altri che il diverso ci spaventa e non abbiamo imparato ad accoglierlo. Accettare il diverso sembra che ci faccia perdere qualcosa, invece di capire che quando io sono apposto con me stesso/a il diverso mi arricchisce, perché mi permette di capire un altro punto di vista, vedere le cose da un’altra prospettiva.

Per portare avanti questo ragionamento bisogna uscire dalla logica di chi ha ragione e chi ha torto, o di chi è migliore e chi è peggiore, e risalire a monte della questione che essenzialmente è la mancanza di amore, e l’incapacità di amare. Provate a seguirmi.

Quando un papà uccide la madre dei suoi figli, a cosa pensa in quel momento? Sicuramente non all’amore dei suoi figli, non all’amore per sua moglie, ma è mosso dall’insoddisfazione per la mancanza di amore che magari ritiene di meritare o pretende di ricevere, nonostante tutto da sua moglie o dalla sua compagna. Sopprime la presunta causa della sofferenza, ma poi spesso si suicida, perché non c’è comunque gioia, soddisfazione o appagamento in questo.

Devo dire però che ci sono altre situazioni in cui le donne da vittime passano dalla parte dei carnefici. Ci sono delle cause di divorzio in cui il papà si deve assumere tutti gli oneri del mantenimento dei figli e della moglie, perde il diritto alla casa, la possibilità di incontrare i figli, e la moglie approfitta della situazione per metterlo in cattiva luce davanti ai figli e addirittura mandarlo sul lastrico.

In passato in un mondo prettamente dominato al maschile, le qualità femminili erano considerate inferiori, perdenti, ed è stato sicuramente difficile ottenere il riconoscimento di uguaglianza nei diritti. Nel posto di lavoro c’è ancora discriminazione purtroppo, ed è un dato di fatto che gli stipendi delle donne a parità di prestazioni siano inferiori a quelli degli uomini. Il boss tiranno in genere è sempre uomo, ma purtroppo oggi, anche donne che hanno posizione di leadership non favoriscono le donne, quasi come se ci fosse rivalità e competizione tra le donne stesse, invece di sostenersi e lavorare insieme per il raggiungimento di un’uguaglianza costruttiva.

In sostanza possiamo dire che ci sono esempi virtuosi e in difetto da ambedue le parti, quello che è necessario in questo tempo, è mettere in luce gli aspetti virtuosi e le caratteristiche di genere e promuovere l’uguaglianza nel rispetto delle diversità.

Ormai poi è risaputo che esistono aspetti maschili anche nella donna come c’è una componente femminile anche nell’uomo. Forse sarebbe importante imparare a riconoscere, saper ascoltare, accettare e rispettare questi aspetti prima di tutto già dentro di noi. Mia figlia dice: “C’è bisogno di normalità”. Le avevo chiesto se fosse disponibile lei a leggere il mio discorso nel caso a causa dell’intervento alla spalla, io non avessi potuto, raccomandandole anche di leggerlo e farlo suo. Vi leggo le riflessioni che aveva preparato.

“C’è bisogno di normalità” – Francesca Calì

Uno degli obiettivi che vengono sottolineati nella giornata internazionale della donna è l’EMPATIA
Cercare di capire gli altri, preoccuparsi degli altri e valorizzare la diversità son elementi chiave per formare relazioni profonde per fare un cambiamento. È attraverso l’abilità di capire e condividere i sentimenti degli altri che diverse situazioni e prospettive possono essere capite. La giornata internazionale delle donna invita ad una comprensione globale delle difficoltà delle donne – le sfide affrontate, gli ostacoli superati e i cambiamenti desiderati per un mondo inclusivo e progredito.

C’è bisogno di EMPATIA – uomini e donne hanno molto in comune ma anche caratteristiche proprie (a volte, in parte anche interscambiate). UGUAGLIANZA quindi significa riconoscimento delle specificità e rispetto delle diverse esigenze. Quando la donna sarà in maternità, non potrà svolgere gli stessi compiti di prima. La cura dei figli è da condividere, ma sono ruoli diversi da rispettare ognuno con le sue caratteristiche, perché offrire ai figli la stessa identica cura o mostrare la stessa identica attitudine non giova a nessuno. (è vincente la complicità tra i genitori per il bene dei figli)

Immagino il mondo, l’umanità come una famiglia alla cui guida ci sono dei genitori che armoniosamente si rispettano ed infondono amore ai loro figli. Questi genitori hanno un’amore diverso l’uno dall’altro, ma i figli li amano e stimano per quello che sono, nella diversità c’è la specificità e la maggiore bellezza è l’armonia.

L’Obiettivo 16 del S.D.G dice:  Pace, giustizia e istituzioni forti – Promuovere società pacifiche, giuste ed inclusive

La Pace deve diventare una cosa reale, comincia dentro di me per diffondersi poi nella famiglia e nella società, per questo a Vienna il prossimo 28 e 29 Aprile si svolgerà un importante convegno per lanciare l’Associazione Interreligiosa per la pace e lo sviluppo. Quando nel 1992 i coniugi Moon hanno fondato la WFWP hanno riposto tanta fiducia in essa nella certezza che il contributo che le donne possono portare sia fondamentale, c’è bisogno sempre più di noi nella società. Grazie per il vostro impegno, continuiamo a lavorare insieme.

(Elisabetta Nistri, 18 aprile 2018- “Uguaglianza di genere: a che punto siamo?Best practices e scenari futuri in un mondo che cambia”)

 

“C’è bisogno di normalità” – Francesca Calì

C’è bisogno di normalità. C’è bisogno che nella vita di tutti i giorni, tramite le nostre azioni quotidiane, portiamo l’uomo a rispettarci nella nostra integrità e non solo per determinati aspetti di cui egli si può compiacere, come le nostre curve, il nostro profumo, o la bellezza che irradiamo quando sorridiamo a qualche suo complimento. Le marce per strada e i tanti discorsi vanno benissimo, servono soprattutto a smuovere la situazione in luoghi dove tutto è ancora troppo fermo. Ma non servono poi a molto se nella nostra vita quotidiana permettiamo ancora allo sconosciuto per strada di rivolgersi a noi in modo inappropriato, se assecondiamo con una risata maliziosa qualcuno che ci vede solo come un oggetto da utilizzare a suo piacimento, o se ancora ridiamo a battute volgari sessiste pur di non sembrare “troppo scorbutiche”. Può servire a ben poco fare educazione all’uguaglianza di genere, se vediamo ancora in televisione donne mostrarsi come dei semplici corpi nudi con i quali l’uomo si diletta a giocare, offendendo la dignità e l’integralitá  di una vera donna. Fino al momento in cui non saremo noi stesse in primis convinte del fatto che essere una donna non vuol dire essere più o meno di uomo, ma semplicemente una delle 2 parti complementari dello stesso Universo, nessun uomo a sua volta potrà davvero capire come si deve comportare nei nostri confronti. Finchè noi stesse non comprendiamo che il metro di misura per determinare il nostro valore non ha nulla a che vedere con ciò che di uguale o diverso abbiamo rispetto all’uomo, sarà difficile per chiunque ci circonda non porre i due sessi costantemente in competizione. Tramite il nostro atteggiamento mostriamo il nostro valore. Tramite le nostre parole, la nostra convinzione, insegniamo a chi è diverso da noi il modo in cui meritiamo di essere trattate. Siamo noi che dobbiamo insegnar loro l’arte del rispetto e  la bellezza della diversità, perché per troppo tempo il mondo è stato diseducato. Come? Non andando in giro a seno nudo e con un cartello in mano a gridare al mondo quali sono i nostri diritti, né tanto meno negando la nostra femminilità a testa bassa, ma mostrando il nostro vero valore come esseri umani ogni giorno della nostra vita. C’è bisogno di portare la nostra essenza, la nostra femminilità nella normalità.

(Riflessioni di Francesca Calì )

La Carta dei Diritti della Bambina (Bettina Giordani)

Proposta importante per la tutela dei diritti delle bambine :”La carta dei diritti della bambina”, esposta da Bettina Giordani, presidente FIDAPA sezione Roma, Lazio durante il convegno “Uguaglianza di genere:a che punto siamo? Best practices e scenari futuri in un mondo che cambia”
Qui la presentazione powerpoint:
Carta dei diritti della Bambina

La violenza sulle donne: femminicidio! (Laila Maher)

Oggi 14 febbraio che convolge un miliardo di voce contro la violenza sulle donne mondiale.
Senza classe sociale senza religione diversa.
Siamo un centro di collaborazione che la comunità marocchina delle donne in Italia.
Il quale sono scritti italiani e marocchine che collaborano da molti anni per favorire l’incontro della cultura mediterranea difendendo la vera cultura marocchina aiutandoli donne immigrati ad uscire del dramma dell’anafabetismo. Informando sul loro diritti e doveri insegnandogli un percorso di integrazione senza che ciò significa la perdita della loro tradizione.

Vi porto il saluto del nostro presidente dottoressa Sbai.
Abbiamo fatto tutto da soli senza aiuto da parte dalla istituzione formando una squadra di particolarmente avvocati e psicologi per dare un piccolo o primo aiuto a queste donne immigrati nel caso dalla violenza subita.
In Italia ogni due giorni una donna vieni uccisa dal compagno fidanzato o il marito vorrei scorrere una lista di i nomi dei donne che oggi non ci sono più : Noemi Chiara Nadia Gianni a Erika Erina Pamela rachida eccetera eccetera sempre donne più giovani ma il dato terrificante è 90% delle violenze non viene denunciata.
92% il killer sono uomini.
Quando parliamo di violenza sulle donne femminicidio stalking malumore maltrattamento.
Vorrei ringraziare voi per l’ascolto e vi lascio con questi parole di “William Shakespeare
# per tutte le violenze consumate su di lei,Per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, Per l’ignoranza in cui le avete lasciata, per la Libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo in piedi signori ,davanti a una donna.

(Laila Maher, conferenza “Uguaglianza di genere:a che punto siamo?Best practices e scenari futuri in un mondo che cambia” 18 aprile 2018)