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presentazione del libro “IO SENZA DI TE NON ESISTEREI” di Roberta D’Amore

The meeting was introduced by the president of the association, Mrs. Giannina Figus, together with her husband, Mr. Franco Ravaglioli.
In addition to giving thanks for the numerous presence even though it was a sunny day, Mrs. Figus underlines the important and fundamental role of a mother in the life of everyone, from birth to growth, to becoming adults and even beyond.
Mrs. Edda Grande then spoke, presenting the fundraising project born in 2015 for the relief and assistance to women in Nepal, a distant country which needs fundamental medical help.
After this introduction, Mrs. Rosi Bovino presented and introduced, with ample considerations of psychological implications, the writer Roberta D’amore, author of the book “Io senza di te non esisterei” (I would not exist without you).
The writer introduces herself in her profile as a lawyer, specialized in legal / trade union matters, relating to the protection of motherhood in Italy.
She recalls her university studies in law, a whole course of excellence!
She tells in details her experience as mother-generator of a girl whom she adores, who today is just over two years old, and who in the expectations was believed to be a boy!
Above all, she tells of the feeling that pervaded and tormented her: will I be able to be a good mother?
So she started writing a secret diary, to which she confided her doubts, emotions, maternal experiences, day after day…
No one knew about this diary….
After the pregnancy leave, being back to work, during the numerous train trips that were necessary to attend the various meetings that her activity forced her to attend, she got a fantastic idea! the idea of transforming her personal and secret diaries into a long ‘love letter’ to her daughter, so that one day her daughter may know the real feelings, fears, confusions and hesitations that her mother felt in the difficult role of becoming a mother.
Her diaries have now been transformed into a book, presented on this occasion, for Mother’s Day.
A warm applause followed the writer’s speech!
Then Prof. Francesco Di Carlo took the floor; he is rector of the “Univisconti” University in Osio, Bergamo province, and is an expert jurist, criminologist, scholar of the behavior of the psyche, and neuro-sociologist. He explains numerous examples of the various behaviors of children and adults; many mental deviances are mentioned, related to sociology.
The subject is very interesting, and there are many comments from the audience. But because the maximum time allowed for this conference has been reached, the president, Mrs. Giannina Figus, closes the assembly.
It is 7.15 p.m.
Follows the sale of the book, with personalized dedication of the writer.

Questa voce è stata pubblicata il 12 maggio, 2018, in Bergamo.

MAMME AL BIVIO, l’essenzialitá di una rete di sostegno collettiva

In occasione della festa della mamma, la WFWP Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo – Bergamo, in collaborazione dell’associazione “Senza di te io non esisterei ” é lieta di invitarvi all’incontro dal tema ” MAMME AL BIVIO, l’essenzialitá di una rete di sostegno collettiva “.
SABATO 12 MAGGIO 2018
ALLE ORE 17:00
Presso L’HOTEL DONIZZETTI, VIA A.MORO, 29 LAILO (BG)
Non mancate!

“UGUAGLIANZA DI GENERE: A CHE PUNTO SIAMO? BEST PRACTICES E SCENARI FUTURI IN UN MONDO CHE CAMBIA”

Questo il titolo del convegno che si è svolto il 18 Aprile nella Casa della Cultura del V Municipio, promosso da WFWP Italia con la collaborazione del V Municipio di Roma, Il valore del Femminile, GWPN, Donne e Società, Federmenager Roma, FIDAPA BWP Italy Sezione Roma.

Saluti di benvenuto sono stati offerti dal Presidente del V municipio, dall’Assessore alle politiche Giovanili e dalla Consigliera comunale rappresentante il Consiglio delle Elette.

In occasione della Giornata internazionale delle Donne, e in linea con il 5 obiettivo dell’agenda 2030, eccellenti relatori hanno riportato sulla situazione del riconoscimento dei diritti delle donne, cominciando dalla loro propria esperienza nel campo manageriale, nel campo lavorativo, nella società e in famiglia. Altri temi che sono stati toccati come: Violenza contro le donne e bambine, La Carta dei diritti delle Bambine, Il valore del Femminile nella società attuale, Educazione nella scuola come prevenzione contro la violenza di genere.

Elisabetta Nistri dopo aver ringraziato le relatrici presenti e tutte le donne che hanno combattuto nel passato affinché oggi noi potessimo beneficiare delle loro conquiste, ha proposto la visione della WFWP sottolineando che adesso è il tempo di ricercare le virtù mascoline e femminili per costruire insieme una società migliore. Per ottenere ciò, è necessario il riconoscimento dell’uguaglianza a tutti i livelli della società, ma nello stesso tempo è fondamentale mantenere e sottolineare la specificità di genere, con particolare attenzione alle peculiarità femminili. Interessanti anche le riflessioni di Francesca Calì, che ha affermato che le donne hanno bisogno di capire il loro valore e la loro dignità e comportandosi di conseguenza, potranno educare anche gli uomini a farsi rispettare per ciò che veramente sono.

[Link per accedere alle foto della conferenza: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.915681095258940.1073741885.164232360403821&type=1&l=b70a046ba1
Per leggere i discorsi dei relatori fare riferimento alla sezione “discorsi pubblici”]

Questa voce è stata pubblicata il 24 aprile, 2018, in Conferenze, Roma.

“Uguaglianza di genere” (Elisabetta Nistri)

Un ringraziamento per tutto il lavoro che è stato fatto fino ad adesso dalle donne che ci hanno preceduto ed hanno permesso anche a noi di godere delle conquiste raggiunte.

Una importante conquista è stato il riconoscimento del 5 punto tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che dice: RAGGIUNGERE L’UGUAGLIANZA DI GENERE ED EMANCIPARE TUTTE LE DONNE E RAGAZZE, e che attraverso i sottopunti analizza tutti gli aspetti in cui le donne sono state e sono ancora discriminate. In precedenti convegni abbiamo già toccato alcuni di questi punti come:  il punto 5.2 Eliminare tutte le forme di violenza verso tutte le donne e ragazze nella sfera pubblica e privata, inclusi tutti i tipi di sfruttamento come traffico e sfruttamento sessuale.

5.3 Eliminare tutte le pratiche dannose, come il matrimonio forzato prematuro delle bambine e la mutilazione genitale femminile.   5.5 Assicurarsi la piena ed effettiva partecipazione delle donne ed uguali opportunità per la leadership a tutti i livelli nella vita politica, economica e pubblica.

A questo punto del Convegno ringrazio anche le relatrici precedenti che hanno dato una ampia e dettagliata panoramica, delle situazioni in cui ancora questi diritti non sono stati acquisiti e del lavoro che ci rimane ancora da fare.

Con questo voglio dire che è un grande conquista, il fatto che questi obiettivi siano scritti, ma così come per la carta dei Diritti Umani stipulata dopo la 2 Guerra Mondiale, siamo ancora abbastanza lontani dalla loro attuazione.

La domanda che voglio porre quindi è perché gli uomini discriminano le donne? E come possiamo evitare che questo continui a ripetersi? Nel caso specifico parlo di maltrattamento, violenza, abuso, mancanza di rispetto….  Ma se analizziamo bene in molti gravi casi di cronaca,  vediamo che spesso gli uxoricidi finiscono con suicidi. (questo quindi dovrebbe farci riflettere)

Forse è perché siamo così limitati nella capacità di comprendere gli altri che il diverso ci spaventa e non abbiamo imparato ad accoglierlo. Accettare il diverso sembra che ci faccia perdere qualcosa, invece di capire che quando io sono apposto con me stesso/a il diverso mi arricchisce, perché mi permette di capire un altro punto di vista, vedere le cose da un’altra prospettiva.

Per portare avanti questo ragionamento bisogna uscire dalla logica di chi ha ragione e chi ha torto, o di chi è migliore e chi è peggiore, e risalire a monte della questione che essenzialmente è la mancanza di amore, e l’incapacità di amare. Provate a seguirmi.

Quando un papà uccide la madre dei suoi figli, a cosa pensa in quel momento? Sicuramente non all’amore dei suoi figli, non all’amore per sua moglie, ma è mosso dall’insoddisfazione per la mancanza di amore che magari ritiene di meritare o pretende di ricevere, nonostante tutto da sua moglie o dalla sua compagna. Sopprime la presunta causa della sofferenza, ma poi spesso si suicida, perché non c’è comunque gioia, soddisfazione o appagamento in questo.

Devo dire però che ci sono altre situazioni in cui le donne da vittime passano dalla parte dei carnefici. Ci sono delle cause di divorzio in cui il papà si deve assumere tutti gli oneri del mantenimento dei figli e della moglie, perde il diritto alla casa, la possibilità di incontrare i figli, e la moglie approfitta della situazione per metterlo in cattiva luce davanti ai figli e addirittura mandarlo sul lastrico.

In passato in un mondo prettamente dominato al maschile, le qualità femminili erano considerate inferiori, perdenti, ed è stato sicuramente difficile ottenere il riconoscimento di uguaglianza nei diritti. Nel posto di lavoro c’è ancora discriminazione purtroppo, ed è un dato di fatto che gli stipendi delle donne a parità di prestazioni siano inferiori a quelli degli uomini. Il boss tiranno in genere è sempre uomo, ma purtroppo oggi, anche donne che hanno posizione di leadership non favoriscono le donne, quasi come se ci fosse rivalità e competizione tra le donne stesse, invece di sostenersi e lavorare insieme per il raggiungimento di un’uguaglianza costruttiva.

In sostanza possiamo dire che ci sono esempi virtuosi e in difetto da ambedue le parti, quello che è necessario in questo tempo, è mettere in luce gli aspetti virtuosi e le caratteristiche di genere e promuovere l’uguaglianza nel rispetto delle diversità.

Ormai poi è risaputo che esistono aspetti maschili anche nella donna come c’è una componente femminile anche nell’uomo. Forse sarebbe importante imparare a riconoscere, saper ascoltare, accettare e rispettare questi aspetti prima di tutto già dentro di noi. Mia figlia dice: “C’è bisogno di normalità”. Le avevo chiesto se fosse disponibile lei a leggere il mio discorso nel caso a causa dell’intervento alla spalla, io non avessi potuto, raccomandandole anche di leggerlo e farlo suo. Vi leggo le riflessioni che aveva preparato.

“C’è bisogno di normalità” – Francesca Calì

Uno degli obiettivi che vengono sottolineati nella giornata internazionale della donna è l’EMPATIA
Cercare di capire gli altri, preoccuparsi degli altri e valorizzare la diversità son elementi chiave per formare relazioni profonde per fare un cambiamento. È attraverso l’abilità di capire e condividere i sentimenti degli altri che diverse situazioni e prospettive possono essere capite. La giornata internazionale delle donna invita ad una comprensione globale delle difficoltà delle donne – le sfide affrontate, gli ostacoli superati e i cambiamenti desiderati per un mondo inclusivo e progredito.

C’è bisogno di EMPATIA – uomini e donne hanno molto in comune ma anche caratteristiche proprie (a volte, in parte anche interscambiate). UGUAGLIANZA quindi significa riconoscimento delle specificità e rispetto delle diverse esigenze. Quando la donna sarà in maternità, non potrà svolgere gli stessi compiti di prima. La cura dei figli è da condividere, ma sono ruoli diversi da rispettare ognuno con le sue caratteristiche, perché offrire ai figli la stessa identica cura o mostrare la stessa identica attitudine non giova a nessuno. (è vincente la complicità tra i genitori per il bene dei figli)

Immagino il mondo, l’umanità come una famiglia alla cui guida ci sono dei genitori che armoniosamente si rispettano ed infondono amore ai loro figli. Questi genitori hanno un’amore diverso l’uno dall’altro, ma i figli li amano e stimano per quello che sono, nella diversità c’è la specificità e la maggiore bellezza è l’armonia.

L’Obiettivo 16 del S.D.G dice:  Pace, giustizia e istituzioni forti – Promuovere società pacifiche, giuste ed inclusive

La Pace deve diventare una cosa reale, comincia dentro di me per diffondersi poi nella famiglia e nella società, per questo a Vienna il prossimo 28 e 29 Aprile si svolgerà un importante convegno per lanciare l’Associazione Interreligiosa per la pace e lo sviluppo. Quando nel 1992 i coniugi Moon hanno fondato la WFWP hanno riposto tanta fiducia in essa nella certezza che il contributo che le donne possono portare sia fondamentale, c’è bisogno sempre più di noi nella società. Grazie per il vostro impegno, continuiamo a lavorare insieme.

(Elisabetta Nistri, 18 aprile 2018- “Uguaglianza di genere: a che punto siamo?Best practices e scenari futuri in un mondo che cambia”)

 

“C’è bisogno di normalità” – Francesca Calì

C’è bisogno di normalità. C’è bisogno che nella vita di tutti i giorni, tramite le nostre azioni quotidiane, portiamo l’uomo a rispettarci nella nostra integrità e non solo per determinati aspetti di cui egli si può compiacere, come le nostre curve, il nostro profumo, o la bellezza che irradiamo quando sorridiamo a qualche suo complimento. Le marce per strada e i tanti discorsi vanno benissimo, servono soprattutto a smuovere la situazione in luoghi dove tutto è ancora troppo fermo. Ma non servono poi a molto se nella nostra vita quotidiana permettiamo ancora allo sconosciuto per strada di rivolgersi a noi in modo inappropriato, se assecondiamo con una risata maliziosa qualcuno che ci vede solo come un oggetto da utilizzare a suo piacimento, o se ancora ridiamo a battute volgari sessiste pur di non sembrare “troppo scorbutiche”. Può servire a ben poco fare educazione all’uguaglianza di genere, se vediamo ancora in televisione donne mostrarsi come dei semplici corpi nudi con i quali l’uomo si diletta a giocare, offendendo la dignità e l’integralitá  di una vera donna. Fino al momento in cui non saremo noi stesse in primis convinte del fatto che essere una donna non vuol dire essere più o meno di uomo, ma semplicemente una delle 2 parti complementari dello stesso Universo, nessun uomo a sua volta potrà davvero capire come si deve comportare nei nostri confronti. Finchè noi stesse non comprendiamo che il metro di misura per determinare il nostro valore non ha nulla a che vedere con ciò che di uguale o diverso abbiamo rispetto all’uomo, sarà difficile per chiunque ci circonda non porre i due sessi costantemente in competizione. Tramite il nostro atteggiamento mostriamo il nostro valore. Tramite le nostre parole, la nostra convinzione, insegniamo a chi è diverso da noi il modo in cui meritiamo di essere trattate. Siamo noi che dobbiamo insegnar loro l’arte del rispetto e  la bellezza della diversità, perché per troppo tempo il mondo è stato diseducato. Come? Non andando in giro a seno nudo e con un cartello in mano a gridare al mondo quali sono i nostri diritti, né tanto meno negando la nostra femminilità a testa bassa, ma mostrando il nostro vero valore come esseri umani ogni giorno della nostra vita. C’è bisogno di portare la nostra essenza, la nostra femminilità nella normalità.

(Riflessioni di Francesca Calì )