Archivio | gennaio 2018

“La libertà danza tra gli ulivi” di  Alessandro Bozzi

Il 27 gennaio, presso l’Hotel Donizetti si è tenuta la presentazione del libro “La libertà danza tra gli ulivi” di  Alessandro Bozzi, un avvocato scrittore.

Franco Ravaglioli, Segretario della UPF, ha dato un caloroso benvenuto a tutti i presenti della sala ed è riuscito a creare un atmosfera davvero famigliare .

Mentre Andrea Carta, psicologo e psicoterapeuta, ha condotto un intervista con l’autore, che ha esposto al pubblico le sue motivazioni nello scrivere il romanzo dando informazioni riguardo i protagonisti della storia. Il protagonista principale è un avvocato alle prime armi che deve difendere la sua assistita Laura. Questo giallo ci ha fatto riflettere su diversi temi di grande rilevanza come la violenza sulle donne,il sistema della prigione e le condanne,i  temi in seguito sono stati discussi con il pubblico.

In questo libro, Alessandro Bozzi ha voluto porre attenzione sulle regole che un avvocato deve seguire,dato che tante volte  è male interpretato, ma molto difficile per chi esercita il ruolo  con competenze e etiche professionali.

Dopo la sessione di domande e risposte, lo scrittore ci ha presentato, con la ballerina Monica Ballabio , una frenetica pizzicata, una tipica danza salentina piena di gioia e senso di libertà.

 

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Incontro con la Chiesa del DIO ONNIPOTENTE

Il 25 gennaio, nella sede nazionale della WFWP Italia,  la presidente Elisabetta Nistri ha accolto tre membri della Chieda del “Dio Onnipotente” per ascoltare e capire la loro storia di persecuzione subita in Cina.  Per aiutare a far conoscere la loro realtà  la Federazione delle Donne  darà loro la possibilità di poter pubblicare alcuni articoli sulla nostra rivista online “Voci di Pace”.

Questa voce è stata pubblicata il 25 gennaio, 2018, in Roma.

LE NUOVE FRONTIERE DEL DIALOGO E DELLA LIBERTA’ DI CREDO

Ringraziamo l’associazione LIREC e in particolare Raffaella Di Marzio per averci dato la possibilità di partecipare e intervenire al convegno “Le nuove frontiere del dialogo e della libertà di credo” tenutosi il 16 gennaio 2018 alla Camera.
Qui potrete trovare l’intera registrazione del convegno.
L’intervento della presidente WFWP Italia Elisabetta Nistri a 01:50:20.

https://www.radioradicale.it/scheda/530800/le-nuove-frontiere-del-dialogo-e-della-liberta-di-credo

Report dell’associazione LIREC: https://drive.google.com/open?id=17pU8rvomtLOdjuVGxK-FtG4HLV13PhUA

 

 

Questa voce è stata pubblicata il 18 gennaio, 2018, in Conferenze, Roma.

Ultimo appuntamento della rubrica “SEMI DI PACE” [Report a cura di Daniela Calì]

Il giorno 17 Gennaio 2018, promosso da IAPP,(Associazione Internazionale Parlamentari per la Pace, UPF, WFWP, FFPMU, Binario ¾, Progetto 75, e EcodaiPalazzi presso la Camera dei Deputati nella sala NILDE IOTTI, si è tenuto grazie alla cooperazione dell’On. Bechis, l’ultimo incontro della serie “Semi di Pace”, realizzato anche in diretta streaming tramite il portale Eco dei Palazzi, a cui è seguito un convegno nel quale i relatori dei precedenti incontri hanno esposto brevemente i loro progetti davanti ai parlamentari della IAPP presenti in sala, On. Bechis, On Rampi, On. Centemero, Senatrice Soliani, On. Cominelli.

Moderatore dell’incontro, Agostino Formichella, editore della rivista on line, Eco dei Palazzi, dopo il benvenuto ed una breve introduzione ha presentato il primo relatore dell’incontro, Antonio Stango, esperto in diritti umani a livello internazionale e Presidente della LIDU (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo). Il suo intervento si è concentrato sul tema della schiavitù contemporanea: Stango ha infatti sottolineato che, sebbene nell’immaginario collettivo la schiavitù sia un problema del passato, questa in realtà esiste ancora nella sua forma vera e propria.
Bisogna infatti fare una distinzione tra le proclamazioni, anche queste comunque importanti, tra le quali la Dichiarazione universale dei Diritti Umani firmata nel 1948, e la realtà dei fatti, che spesso non coincide con queste.
Un Paese che soffre particolarmente del problema della schiavitù è la Mauritania: qui il conflitto che si porta avanti da tempo immemore tra l’etnia arabo-berbera di religione musulmana e l’etnia degli haratin (il 20% della popolazione) sfocia in moltissimi casi nella sottomissione e resa in schiavitù di quest’ultima. Nell’immaginario collettivo infatti gli haratin nascono per essere schiavi, e fino a qualche decennio fa questo era stabilito anche dalle leggi. Sebbene ora non sia più così, il fatto che solamente o almeno in grandissima parte l’etnia dominante lavori in organi legislativi, esecutivi e giudiziari, fino ad arrivare alle varie forme di potere locale, non rende affatto facile impedire gli abusi.
Tra i più grandi oppositori a questa ingiustizia è importante ricordare un personaggio che è stato tra l’altro inserito nella rivista Time tra le 100 persone più influenti del mondo : Biram Dah Abeid, anche lui nato come schiavo e di etnia haratin. Biram nel 2008 ha fondato l’iniziativa per la Rinascita del Movimento Abolizionista, di cui è presidente. Questo movimento adotta uno stile di lotta non violento ispirandosi a Gandhi e Martin Luther King promuovendo il rispetto dei diritti umani.
Stango ha ricordato che purtroppo non solo in Mauritania, ma anche in vari altri Paesi della fascia sub sahariana, come per esempio Mali, Niger, Sudan e Chad, possiamo ancora trovare fenomeni di schiavitù, molto spesso nati da conflitti tra etnie diverse che in tanti casi sono riconoscibili dal colore della pelle.
Per concludere, Antonio Stango ha sottolineato quanto sia importante far conoscere queste problematiche e portarle anche ad istituzioni internazionali, come per esempio il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite).
Successivamente c’è stato il ringraziamento e commento finale dell’On.Eleonora Bechis, che ha ospitato l’evento.

Il secondo gruppo di relatori si è introdotto con il primo intervento da parte di Virgina Vandini sul progetto “Unicità”. Questo programma ha lo scopo di individuare il talento per sviluppare la solidarietà, concentrandosi specialmente su giovani e adolescenti. Virginia si è espressa su quanto sia importante aiutare questi ultimi a conoscere se’ stessi e a far loro capire cosa vogliono dalla vita. Facendo scoprire ad ognuno di loro la propria unicità, automaticamente si sviluppa anche l’aspetto della solidarietà: sapendo chi si è ed accettandosi in quanto tale, ha concluso la relatrice, si esce dalla logica imperante della competizione e si riesce a sviluppare il senso di empatia, amicizia e fratellanza.

L’intervento seguente è stato offerto da Gabriella Mieli, Vice Presidente della WFWP Italia, (Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo), in vece di Giorgio Gasperoni, Presidente della UPF San Marino. Gabriella Mieli ha parlato del progetto “Un calcio per la Pace”, che ha visto la collaborazione della UPF San Marino e UPF Israele, un progetto iniziato 10 anni fa con lo scopo di far dialogare ragazzi israeliani e palestinesi usando il gioco del calcio come mezzo. Un recente traguardo è stato raggiunto nel 2015, dove 7 bambini arabo-israeliani e 7 bambini ebreo-israeliani di 11 anni si sono incontrati in Italia, a Torino, per conoscersi tra di loro, conoscere anche coetanei italiani e soprattutto per disputare un’amichevole partita di calcio. Una volta tornati a casa il progetto non si è fermato: gli organizzatori sono infatti riusciti a mettere in contatto le varie famiglie dei bambini e a farle incontrare, nell’intento di superare le barriere e le ostilità.

Un altro intervento è stato offerto da Sergio Valgoi, che ha raccontato le attività della Onlus IRFF- Sostegno a Distanza. Grazie al loro lavoro sono stati sostenuti 700 bambini in Moldavia, con l’invio di materiale portato di persona dall’Italia da giovani volontari che partecipano a questi viaggi formativi, nella speranza che, tornati a casa, grazie all’esperienza acquisita, possano promuovere la pace. L’IRFF dal 2010 si occupa anche di sostenere gli studenti meritevoli in scuole superiori ed università, portando avanti il suo messaggio centrale che è “Sostegno e amicizia”.
Successivamente il moderatore Formichella ha invitato la Senatrice, Albertina Soliani, madrina della IAPP (International Association of Parlamentarians for Peace), che ha ribadito il grande bisogno di seminare pace, specialmente dopo le grandi tragedie del secolo scorso, ed ha augurato a tutti i relatori ed i presenti di ricevere il maggiore aiuto possibile dalle istituzioni e dei Parlamentari, sottolineando che la porta per queste iniziative è sempre aperta.

 

Al seguente link potrete trovare la registrazione ed il report del convegno: Antonio Stango – “La schiavitù contemporanea”
Per vedere i precedenti incontri:
Sergio Valgoi – “Sostegno a distanza compartecipativo”
Hod Ben Zvi – “Un calcio per la Pace”
Giorgio Gasperono – “Un calcio per la Pace”
Virginia Vandini – “Unicità”

Presidenti UPF e WFWP con i Parlamentari della Pace

 

Questa voce è stata pubblicata il 17 gennaio, 2018, in Conferenze, Roma.

LE NUOVE FRONTIERE DEL DIALOGO E DELLA LIBERTA DI CREDO

16 Gennaio 2018 Palazzo S.Macuto, Camera dei Deputati

Il convegno organizzato dal LIREC (Centro Studi Libertà di Religione, Credo e Coscienza) inizia con il benvenuto di Raffaella di Marzio, la direttrice LIREC, e da brevi saluti da parte dell’Onorevole Lacquaniti, l’Onorevole Rostellato e il Senatore Malan, che introducono un argomento importante: “Creare nuove leggi e regolamentazioni su questo tema che siano adatte alle esigenze attuali?”
Questa conferenza ha visto la partecipazione di diversi relatori, da persone che semplicemente fanno parte di vari movimenti religiosi a personalità di spicco nella loro fede religiosa, oltre a professori ed esperti in diritti umani.
Ognuno ha riportato la sua esperienza sottolineando quanto anche in una società laica sia importante rispettare la libertà di credo perché è un diritto umano, e che tutte le religioni sono uguali davanti alla legge, come stabilito nell’art.8 della Costituzione,come ricordato dal Prof. Nocita, Presidente onorario del Centro Studi Lirec.
Tra le testimonianze dei rappresentanti di varie fedi religiose, quella di Silvio Palombo, che ha raccontato la sua esperienza come parte della Federazione di Damanhur e le difficoltà incontrate, e di Paolo Narya Tosetto per l’Associazione Ananda, di cui è Responsabile delle relazioni esterne.
Altra importante testimonianza quella dell’Iman Wasih Tariq, discepolo di Ahmadiyya Muslim Jama’at, fondatore del suo gruppo religioso, il cui pensiero è pacifista ed antiviolento, e quindi proprio per questo incontra feroci persecuzioni da parte delle correnti di Islam fondamentalista. Mauro Bombieri, invece, Responsabile comunicazioni ISKCON-Hare Krishna, ha voluto far riflettere su come movimenti che qui possono apparire come minoritari in altre nazioni possono essere la maggioranza.
Elisabetta Nistri, Presidente della Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo, ha raccontato le attività portate avanti da questo gruppo, che si concentra sull’aiutare le donne a comprendere il loro valore e fornire loro i mezzi per essere più presenti nella società facendo appello al loro cuore di madri per contribuire alla pace da una prospettiva femminile. Inoltre in qualità di VicePresidente della Federazione delle Famiglie per la Pace nel Mondo, ha parlato di come il Fondatore Rev. Moon, all’età di 16 anni avesse ricevuto la missione di promuovere
l’unità tra le varie religioni del mondo e di realizzare l’ideale di una famiglia globale unita sotto un unico Dio. Mantenere quest’impegno lo ha portato ad incontrare persecuzioni durante il dominio giapponese e sotto il Regime comunista in Corea del Nord. Aggiunge che non è possibile realizzare un mondo di pace senza appunto risolvere i conflitti tra le religioni e quindi è importante il dialogo, ma questo non
basta, bisogna poi passare alle azioni. Per superare queste barriere è necessario smettere di giudicare e dividere il mondo in buoni e cattivi ma cercare di capirsi e venirsi incontro. Un buon modo per incentivare la conoscenza di culture e punti di vista diversi sarebbe infatti quello di introdurre l’educazione multi-religiosa nella scuola. L’intervento viene concluso sottolineando l’importanza di interpellare le guide
religiose per risolvere i conflitti ed i problemi sociali, campo in cui la Federazione delle Famiglie per la Pace nel Mondo sta lavorando, ed infatti il prossimo 20 Febbraio in Corea verrà inaugurata l’Associazione Interreligiosa per la Pace e lo Sviluppo, che vedrà la partecipazione di Religiosi al Summit per la Pace, insieme a politici e parlamentari da tutto il mondo.
Negli interventi successivi, un video di Massimo Introvigne (Direttore CESNUR), dove viene ricordato che è sicuramente importante il dialogo interreligioso formale, quello delle autorità, ma anche quello della gente comune nella vita di tutti i giorni.
Viene anche affrontato in maniera particolare il tema della rappresentazione mediatica delle religioni, da Claudio Paravati (direttore di Confronti) e Giuseppe Rippa (direttore Agenzia Radicale), che spesso vede una rappresentazione sproporzionata della religione cattolica ed una non veritiera, spesso in luce negativa, delle altre religioni.
Anche Camillo Maffia (Relazioni con l’esterno LIREC), nel suo video ha infatti ricordato che, anche se ora sentiamo più spesso parlare di altre religioni, sono importanti anche la costanza e la tempistica : se parlo di Islam come religione di pace solo dopo un attentato terroristico, è logico che il messaggio sia destinato al fallimento.
In conclusione quindi è importante permettere la libertà di espressione alle diverse associazioni, movimenti e fedi religiose ed è importante incentivare la comunicazione tra di queste, per ottenere un punto di vista sempre più oggettivo e favorire la multiculturalità in un Paese come l’Italia che affronta una fase di grande trasformazione.

 

 

Questa voce è stata pubblicata il 16 gennaio, 2018, in Conferenze, Roma.