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RADICALIZATION AND VIOLENT EXTREMISM: FOCUS ON PREVENTION

Intervento dell’ Onorevole Zanonato all’inaugurazione della IAPP (Parlamentari per la Pace) a Bruxelles.

Panel 1 : Pro-active policies for the prevention of radicalization: the role of parlamentarians

Buongiorno,
È un grande piacere essere oggi qui e avere l’opportunità di moderare il primo panel di questo evento. Permettetemi di iniziare ringraziando l’Associazione Internazionale dei Parlamentari per la Pace e la Federazione Universale per la Pace per aver organizzato questa conferenza e per avermi chiesto di essere oggi qui. Sono sicuro che questa discussione sarà fruttuosa e interessante poiché credo fermamente che oggi si discusa di una delle sfide più importanti che la comunità internazionale debba affrontare.
Voglio ringraziare tutti gli esperti che interverranno e tutti gli ospiti per essere qui.

La serie di recenti attacchi terroristici, così come i vari tentativi di preparare attentati sul suolo europeo, hanno più che mai rafforzato la consapevolezza delle nostre vulnerabilità. I governi, i policy makers e i politici devono dotarsi di strumenti adeguati per affrontare questo fenomeno complicato.
Nel luglio 2017 il Parlamento europeo ha deciso di istituire una commissione speciale per il terrorismo. Il mandato di questa commissione speciale è ampio ed impegnativo: la commissione si consulterà con i principali attori coinvolti nelle istituzioni UE, con esperti nazionali nell’antiterrorismo e con specialisti nella prevenzione della radicalizzazione. Al termine del suo mandato, la commissione elaborerà una relazione contenente le proposte da presentare al Consiglio e alla Commissione Europea. Non faccio parte di questa commissione ma mi impegno a seguire da vicino il suo lavoro.
Credo che concentrarsi solo sugli aspetti della sicurezza sia controproducente e inutile. Per prevenire la radicalizzazione dobbiamo creare società inclusive, più egalitarie e meno polarizzate.
Dobbiamo combattere il razzismo e l’islamofobia e lavorare su tutte le disuguaglianze. La radicalizzazione è un fenomeno complesso e dinamico basato su una serie di fattori globali, sociologici e politici. Non è riconducibile a un solo profilo e riguarda uomini, donne e, in particolare, giovani cittadini europei di tutte le estrazioni sociali, che condividono il tratto comune di sentirsi emarginati dalla società. A causa del terrorismo e della radicalizzazione, c’è molta stereotipizzazione delle religioni che sta sollevando una rinnovata ondata di xenofobia e intolleranza. È importante sottolineare che l’uso improprio e perverso della religione è una delle cause della radicalizzazione. Per questo motivo, una delle prime cose da fare è chiarire che la radicalizzazione non deve essere associata a nessuna particolare ideologia o fede, ma può verificarsi in ognuna di esse.
Le scuole e l’istruzione hanno un ruolo importante nella prevenzione dell’estremismo attraverso la promozione dell’integrazione nella società e attraverso lo sviluppo del pensiero critico e della non discriminazione. Gli Stati membri devono garantire che i loro sistemi di istruzione rispettino e promuovano valori e principi europei. Per fare ciò, gli insegnanti devono avere gli strumenti per prendere una posizione attiva contro tutte le forme di discriminazione e razzismo. Per concludere, credo che sia vitale impegnarsi in un dialogo interculturale con le varie comunità, leader ed esperti, al fine di contribuire a raggiungere una migliore comprensione e prevenzione della radicalizzazione. Per questo lascio ora la parola agli esperti e vi ringrazio nuovamente per essere qui oggi.

 

 

25 NOVEMBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Alle ore 19:00 del 25 novembre, verrá tenuta una conferenza in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
A seguire, alle ore 21:15, ci sará la proiezione della rappresentazione teatrale “Voci del Silenzio”.
Vi aspettiamo per questa importante giornata
Il 25 NOVEMBRE 2017
Alle ore 19:00 presso
CORSO TAZZOLI 228/4 (TO)
Dove nell ‘ aperispettacolo sará possibile donare un offerta libera a sostegno del Centro Antiviolenza U.D.I.RE

NEW IDEAS FOR SOCIAL INCLUSIONE AND SAFER CITIES di On.Elena Centemero

Grazie alla Federazione Internazionale delle Donne per la Pace nel Mondo, un network dedicato al l’empowerment delle donne con conoscenze, strumenti e supporti indispensabili per creare la pace nelle nostre case, nelle nostre comunità, nelle nostre nazioni e nel mondo.
Vengo da Monza, una città nel Nord Italia e nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ho dato vita al progetto #Inspiring Women: ogni parlamentare ha scelto il modello di donna che ha ispirato il suo impegno politico e civile. Ed io ho scelto la Regina Teodolinda e Joe Cox. La Regina Teodolinda è la prima donna a governare e con il potere che le fu affidato fonda l’Europa favorendo la pace tra Longobardi e Franchi. Joe Cox è una politica inglese che ha lottato per l’unità dell’Europa. Due grandi donne, due donne di pace.

In primo luogo dobbiamo parlare della parità tra donne e uomini e lavorare per raggiungere la possibilità che donne e uomini possano contribuire allo stesso modo allo sviluppo e alla crescita del loro paese nell’ambito della vita economica, sociale e politica. Questa è l’uguaglianza di genere. L’uguaglianza tra donne e uomini si fonda sulla condivisione delle responsabilità. Le donne vogliono, come nelle famiglie, condividere con gli uomini le responsabilità delle decisioni e delle scelte nello spazio pubblico.

Nel mondo le donne sono e sono state una fonte di cambiamento, di innovazione, di rivoluzione e le donne che hanno lasciato un segno della loro epoca sono incostituibili, perché sono state e sono innovatrici nelle scienze, nelle arti, nella letteratura e nei diritti umani. Hanno sempre portato uno sguardo diverso e fecondo. La maternità è una parte importante per una donna e l’Occidente deve ritornare a comprenderne il valore. La maternità deve essere considerata una parte, un pezzo della carriera. E gli Stati e le città svenò intervenire con politiche e servizi di sostegno alle famiglie e alla maternità, con azioni di condivisione delle responsabilità di cura tra donne e uomini, a partire dai congedi parentali.

Per rafforzare e rendere possibile l’inclusione nelle nostre città le donne devono stare a fianco degli uomini e tutte e tutti insieme dobbiamo lavorare per questo, partendo dalla cultura e dalla scuola. Dobbiamo sostenere la parità nelle istituzioni, abbiamo bisogno di più donne nello spazio pubblico, nei Comuni, nelle Regioni, in Parlamento. Questo è ciò per cui mi batto e per cui giro il mondo, perché la parità è un dovere, e la parità nelle istituzioni è ciò che può far crescere le nostre comunità. La parità nelle istituzioni significa più opportunità di pace e maggiore contrasto della povertà. La parità significa più opportunità per donne e uomini e significa vivere insieme in armonia. Significa donne e uomini insieme per città inclusive e sicure.

Ora veniamo a ciò che l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e la Commissione Eguaglianza e Non Discriminazione che presiedo hanno raccomandato per rendere le città più sicure rispetto alla violenza
– uso di nuove tecnologie che permettano lo sviluppo di un nuovo modo di contrastare e combattere la violenza contro le donne, soprattutto nello spazio pubblico (ad esempio app)

– il ruolo dei media: essi hanno un compito importante per contrastare la violenza attraverso l’informazione e l’immagine della donna che trasmettono

– la presenza delle donne nello spazio pubblico: la violenza contro le donne mette in evidenza i problemi circa la condizione delle donne nella nostra società. La violenza è infatti associata all’immagine della donna e alla sua percezione da parte della popolazione e anche con il ruolo che gradualmente le donne stanno assumendo. Per questo è molto importante promuovere l’uguaglianza di genere, il rispetto reciproco nelle relazioni interpersonali e la non violenza il più presto possibile. È importante lavorare e cooperare con persone inserite nel campo dell’educazione per contrastare la discriminazione, anche attraverso l’educazione informale nello sport, nella cultura etc. Ed è importante promuovere il ruolo della famiglia, che ha la priorità educativa.

– lo spazio pubblico, lo spazio di una città non sono neutrali. È per questo necessario creare una nuova concezione dell’urbanistica, in cui lo spazio non sia pensato solo per ed in funzione degli uomini, ma anche per le donne e per favorire il dialogo, il confronto. Per questo è importante enfatizzare il ruolo dei manager che gestiscono e di coloro che pianificano lo spazio pubblico che possono contribuire alla creazione di uno spazio più sicuro per le donne.

“Safe cities and safe public spaces” è un programma lanciato da UN women in 2010 per prevenire la violenza contro le donne nello spazio pubblico.

In conclusione sono convinta che gli uomini possano e debbano giocare un ruolo in questo contesto. Come padri, decisori, giornalisti, pubblici ufficiali, leader politici e religiosi essi possono pubblicamente condannare la violenza di altri uomini, cambiare i comportamenti, i valori e le norme che tollerano la disuguaglianza di genere.
Donne e uomini insieme possono vincere la sfida della violenza e rendere le nostre città, le nostre comunità più inclusive e più sicure.

Discorso dell’ On. Elena Centemero alla Conferenza europea della WFWPE , tenutasi a  Lisbona.

 

 

“PEACE START WITH ME: THE ROLE OF FAMILY IN EDUCATION AND SOCIALIZATION”

Buon pomeriggio a tutte,
Mi piace questo titolo perché è molto intrigante:
Peace start with me: una forte affermazione che sembra voler sottolineare che non posso pretendere che si realizzi la pace o proclamare di lavorare per essa, se prima non l’ho trovata dentro di me.
Dall’altra parte, il coraggio di affiancare alla parola PACE quella di FAMIGLIA, addirittura nel ruolo di portatrice di valori sembra essere una grande sfida per i tempi di oggi.
Sono Presidente della WFWP dal 2012 e da molto tempo Responsabile della FFPMU insieme a mio marito. E’ dall’età di 18 anni comunque che ho conosciuto la filosofia di pace del Rev. Moon e ho seguito nel tempo, la nascita e lo sviluppo di tutte le attività da lui fondate per la pace, ma soprattutto in questi ultimi tempi anni, attraverso questo lavoro, ho conosciuto tante donne e uomini veramente dedicati alla pace, non solo nel pensiero o nei propositi, ma soprattutto con le azioni ed il loro esempio di vita, alcuni di loro sono qui in sala oggi. Per questo ora ancora più di prima, credo nella pace, nonostante tutto.
Tutti cerchiamo e vogliamo la pace, ma la pace dentro e la pace intorno a noi sono strettamente collegate, non riusciamo a trovare una se non includiamo anche l’altra. La parola PACE, indica uno stato individuale di benessere ed armonia interiore in continua crescita non statico, che diventa poi più stabile e più forte quando riesco ad abbracciare ed includere il prossimo.
Ma trovare questa pace non è facile di fronte alle sfide della vita, anzi forse è proprio nel rapporto con gli altri che rischiamo di perderla, come fare?? Parlo del Rapp. Marito e moglie, Genitori e Figli, Fratelli e sorelle?? I nostri vicini ? Luogo di lavoro??
Possiamo dire che sicuramente non tutto funziona bene nella società, ed a volte la vita stessa è difficile, per questo a volte scappiamo nella natura per uscire dal caos dei conflitti, dallo stress e dalle deluzioni. Da poco abito in zona di campagna ed ho scoperto quanto questo sia vero. Quando ammiri un tramonto, il cielo, la bellezza del cambiamento delle stagioni, sembra che non ti manca niente, sei talmente ricca di energia che pensi, ho già così tanto, se tutti potessero apprezzare questi doni saremo tutti molto più ricchi dentro.
Penso che il punto sia questo saper apprezzare la bellezza di tutte le cose che riceviamo, e saper vedere sia in noi che negli altri l’essenza originale e divina, considerando che siamo una parte importantissima nell’Universo.
Ma abbiamo scoperto, veramente il nostro valore più profondo qual è? É un cammino importante, non facile ma, quando lo scopriamo, ci sentiamo apposto con noi stessi, non importa cosa gli altri pensino di noi, non dipendiamo più dalle circostanze o dall’opinione altrui, perché impariamo ad amarci e siamo in pace con noi stessi. Io credo che chi abbia avuto la fortuna di incontrare Dio nel proprio cammino, e sono convinta sia così per molti dei presenti, sappia di cosa parlo.
Io credo in Dio e questo per me è un grande aiuto nella crescita verso la comprensione della mia identità e del mio valore, ma a prescindere da un discorso religioso, la nostra unicità deve imparare a convivere con la comunità, ed anzi diventare parte propositiva e costruttiva dell’insieme, che sia famiglia, ambiente scolastico ….., ambiente di lavoro, società.
La relazione di coppia è la base sulla quale si costruisce la famiglia ed è la sfida più grande; inutile dire che la figura dei genitori sia fondamentale per i ragazzi che imparano dall’esempio oltre che dagli insegnamenti.
La famiglia quindi è una sfida ma può essere anche una grande risorsa perchè è la prima palestra di addestramento per imparare a mettere in pratica i più nobili principi, quali: il rispetto per l’altro, l’accettazione del diverso, la condivisione, il sacrificio del se’ per il bene comune, il senso di appartenenza ad una mini comunità. Se vogliamo quindi creare la pace nel mondo, dobbiamo prima di tutto cominciare dalla nostra famiglia, e prima di tutto,noi genitori dobbiamo sentirci parte di una famiglia più grande, non possiamo insegnare a credere in ciò in cui noi non crediamo o a diventare ciò che noi non siamo, noi per primi dobbiamo avere a cuore il benessere del prossimo. Una famiglia chiusa in se stessa è destinata a perdere, una famiglia aperta ha possibilità di arricchirsi. (esempio dei figli che crescono e portano un contributo in famiglia con il loro carattere e loro punto di vista, quando tutti si ha una visione dell’insieme)
Il concetto sembra così semplice e logico da essere quasi banale, eppure non riusciamo ad applicarlo. Se in famiglia ognuno pensa per se stesso e solamente pretende di ricevere dagli altri, ben presto in famiglia ci saranno solo conflitti e liti e nessuno sarà felice. Al contrario se ognuno dà il suo contributo ed investe per la famiglia, si crea collaborazione reciproca e benessere comune.
La famiglia è la culla della vita, e l’origine dei 4 tipi di VERO AMORE: Seguendo questo principio, all’interno della famiglia possiamo scoprire ed imparare a vivere i 4 tipi di VERO AMORE: La dimensione dell’Amore di coppia, espressione dell’unione e dell’armonia delle caratteristiche maschili e femminili di Dio, La dimensione dell’amore sacrificale dei Genitori verso i figli, di Fratello maggiore e Sorella minore o viceversa, e l’Amore di rispetto e gratitudine dei Figli verso i Genitori. Una mini società si crea all’interno di ogni famiglia attraverso le dinamiche delle relazioni familiari che potrebbero essere la base per i rapporti sociali.
E’ fondamentale quindi il ruolo dei genitori e non è possibile relegare totalmente questo compito a nonni e babysitter o, come sempre più recentemente succede ai media. Oggi i genitori hanno perso la loro posizione verticale di educatori, nei confronti dei figli, per mancanza di tempo a causa del lavoro o perché forse si è perso il senso di sacrificio che il ruolo di genitore comporta. E’ più facile, e magari anche più moderno, fare gli amici piuttosto che fare i genitori, è più facile dire sempre sì ad ogni richiesta piuttosto che valutare ciò che è veramente utile e necessario alla crescita del ragazzo e riuscire a dire NO con le conseguenze che questo comporta.
Negli ultimi 15 anni sono state pubblicate statistiche allarmanti che dimostrano il continuo aumento di disturbi psicologici nei bambini. Sembra che:
– 1 bambino su 5 abbia problemi di salute mentale
– Sono aumentati del 43% i disturbi del deficit di attenzione/iperattività
– Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37%
– Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%.
Purtroppo le cronache ci confermano questi dati.
Il motivo è che oggi i bambini vengono privati delle basi per un’infanzia sana, cioè: genitori emotivamente presenti, limiti ben definiti e figure di guida, responsabilità, numero adeguato di ore di sonno, movimento e vita all’aria aperta, gioco creativo, interazioni sociali, opportunità di avere del tempo libero e momenti di noia.
Al contrario oggi ai bambini vengono offerti: genitori “digitalmente distratti”, genitori indulgenti che permettono ai figli di “comandare”, convincimento che tutto gli è dovuto, alimentazione non equilibrata e poche ore di sonno, vita sedentaria dentro casa, stimolazioni continue, babysitter tecnologiche, gratificazioni immediate, assenza di momenti di noia.
Gli psicoterapeuti consigliano ai genitori di:
– Fissare dei limiti, e ricordare che voi siete i genitori del bambino, non degli amici.
– –– Non avere paura di dire “No!” quando ciò che il bambino vuole non è ciò di cui ha bisogno.
E’ utile insegnare ai bambini a conoscere le loro emozioni e saperle gestire, per questo sarebbe importante inserire nel programma scolastico la materia “Educazione del Carattere”, per aiutare i ragazzi a scoprire i loro talenti e convogliare le energie verso una crescita equilibrata. Scuola e famiglia dovrebbero lavorare insieme per la cura e la crescita dei giovani.
Alla luce di questo concludo dicendo quanto il ruolo della donna sia importante nell’educazione dei giovani, non dico che la donna debba fare solo la mamma ed essere esclusa dal suo ruolo sociale che è invece importante anch’esso per il contributo che lei può dare. Ma dico che deve essere sostenuta con orari lavorativi flessibili ed eventualmente part time per sostenere il ruolo all’interno della famiglia. Di fatto oggi la donna anche se lavora le stesse ore degli uomini viene pagata meno, ha difficoltà a pensare ad una gravidanza perché spesso rischia di perdere il posto di lavoro (almeno in Italia). Se decide di avere un figlio, per riuscire a sostenere le spese che comporta, per assurdo deve mantenere il posto di lavoro e per fare ciò deve nascondere la sua gravidanza più a lungo possibile. Ovviamente poi una volta nato il bimbo, il lavoro e le responsabilità raddoppiano, in una società così strutturata, diventa quasi una scelta coraggiosa, eroica, accettare una gravidanza. In questa situazione non è facile trasmettere ai figli speranza, fiducia.
Faccio quindi appello alle donne, affinche con coraggio possano ascoltare la loro naturale predisposizione a pensare al bene comune, con un cuore di madre che vada anche oltre la propria famiglia, per cambiare la società.
Donne forti e determinate nelle loro particolari qualità, diverse e complementari a quelle degli uomini. Quindi non una brutta copia dell’uomo, come spesso accade, ma donne capaci di ascoltare ed esprimere con orgoglio e fermezza, anche la loro emotività e sensibilità, empatia, creatività, compassione, costanza, visione dell’insieme, espressioni della femminilità di Dio, in quanto come scritto in genesi, Dio ci ha creato a sua immagine e somiglianza, maschio e femmina, significa che uomini e donne quando ascoltano la loro unicità, le loro nobili caratteristiche, sono veramente Figli e Figlie di Dio ed incarnano la divinità.
Il coraggio che noi abbiamo, come rappresentanti della Federazione delle Donne ci viene dai coniugi Moon ed in particolare dalla Dott.ssa Moon che da quando il marito è andato nel Mondo Spirituale, sta guidando con coraggio e determinazione tutte le federazioni per la Pace da lui fondate e si sta preoccupando di lasciare in eredità questo seme soprattutto nelle mani dei giovani, investendo in tante attività per loro, e sostenendo borse di studio per aiutare i giovani in diverse parti del mondo che hanno difficoltà.