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Lasciare un eredità d’amore

Il 23 febbraio, si è tenuta la 17° riunione delle donne a Napoli, presso la English School di Villa di Briano (CE).

L’incontro, dal titolo “Lasciare un eredità d’amore”, ha dato spazio alle testimonianze di Suor Lucilla Sagliocchi, che ci ha raccontato dei suoi 10 anni di missione in Africa, e di Suor Camilla Corvino che ha condiviso con i partecipanti la storia della Fondatrice Madre Agostina Cassi delle Figlie di nostra Signora del Sacro Cuore.

Entrambe le testimonianze hanno commosso tutti i presenti, che ringraziamo di essere venuti.

Lasciare un eredità d’amore

Non mancate alla conferenza “Lasciare un’eredità d’amore” che si terrà il 23 febbraio!
Maggiori informazioni nel volantino allegato.

” Perchè ci ammaliamo? “

La dott.ssa Onorina Gibi, psicologa e psicoterapeuta, propone il corso di formazione “Perché ci ammaliamo? – Riflessioni e interpretazione delle malattie”. 
Dal 1 marzo al 19 aprile, gli incontri si svilupperanno attorno a diverse tematiche.
Iscrizioni entro il 15 febbraio: wfwpbergamo@alice.it o cell. 3472443094

Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/events/1977458295881528/

ASCOLTO COME EDUCAZIONE ALL’EMPATIA, ASCOLTO AI BISOGNI DELL’ALTRO.

Il giorno 27 Novembre, ho partecipato come relatrice a un incontro tenuto con duecento ragazzi dei Licei e Istituti Superiori nella Sala Maestra del Comune di Ariccia, nell’ambito delle iniziative del “Mese tutto Rosa”, per la Sensibilizzazione e il contrasto alla Violenza sulle donne, promosso da Roberta D’Amore, avvocato e autrice del libro “Senza di te io non esisterei”, in collaborazione con il sindaco e l’assessore. Mi era stato chiesto di parlare di “ASCOLTO COME EDUCAZIONE ALL’EMPATIA, ASCOLTO AI BISOGNI DELL’ALTRO”.

        Trovandomi davanti a dei ragazzi in piena fase adolescenziale ho preparato una relazione che potesse suscitare la loro attenzione e coinvolgerli da vicino. Ho iniziato parlando di come le relazioni sociali siano fondamentali nella nostra vita, al punto che consapevoli o meno, la nostra stessa identità spesso dipende anche dall’opinione che gli altri hanno di noi.

Innanzitutto sin dalla nascita, la nostra vita è strettamente legata alla relazione con i nostri genitori, alle loro cure e al loro amore. I nostri genitori rivolgono verso di noi tanta attenzione e ASCOLTO. Soprattutto quando siamo piccoli e incapaci di esprimerci verbalmente, i genitori cercano attraverso lo sviluppo della sensibilità e dell’EMPATIA, di interpretare ogni gesto e ogni nostra reazione.

Crescendo cominciamo a scoprire il mondo con i nostri occhi e a fare le nostre esperienze. Non è sempre facile farsi strada e affermarsi a scuola, nel gruppo, nella società, nel posto di lavoro e tuttavia la vita sociale influenza molto il nostro umore e la formazione del nostro carattere.

Per essere vincenti nell’affrontare il mondo, dobbiamo prima trovare forza e sicurezza dentro di noi, imparando ad ascoltarci. Dobbiamo conoscere bene chi siamo, senza che la nostra autostima dipenda dall’opinione o dal parere del nostro partner o degli altri. Dobbiamo quindi imparare a soddisfare i nostri bisogni interiori, riuscendo a scoprire i nostri talenti e le nostre virtù, per metterli al servizio degli altri. Questo porterà fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità.

Come WFWP e UPF stiamo proponendo da tempo un programma Formativo, Educativo per i giovani: “EDUCAZIONE DEL CARATTERE” che è già stato accolto in molte scuole in Italia e in tante altre nazioni, per aiutare i giovani a riconoscere il proprio carattere ed a gestire le proprie emozioni in modo costruttivo. Di recente abbiamo inziato un’altro progetto formativo rivolto a studenti e insegnanti: “PORTATORI DI UNICITA’”, Individua il Talento, Sviluppa la Solidarietà, con Virginia Vandini e l’Associazione il Valore del Femminile. Il progetto affronta temi come: Libertà, Responsabilità, Amore, Ascolto, Rispetto, Accoglienza. Rafforzando la nostra personalità, possiamo imparare a gestire le situazioni e le difficoltà che incontriamo, evitando di diventarne vittime e a riconoscere i segnali di pericolo, per fermarci in tempo.

L’intento di affermarsi sugli altri e a scapito degli altri non è mai un comportamento veramente vincente e non dà mai un appagamento o una soddisfazione durevoli. In particolare nella relazione di coppia saper ascoltare se stessi e il partner è di fondamentale importanza. La relazione tra i due sarà sana e costruttiva se i partner non cercheranno di dominarsi l’un l’altro, ma piuttosto di comprendersi e sostenersi, accettando le diversità come arricchimento reciproco.   

Il periodo dell’adolescenza quindi è un momento molto importante per la formazione della personalità e la cosa più preziosa che si può sviluppare in questo periodo è la capacità di creare relazioni di amicizia profonda con i propri compagni. Questa esperienza sarà preziosa per costruire in futuro un’armoniosa relazione di coppia.

Il Vero amore è il reciproco impegno per il bene e per la gioia dell’altro e l’empatia è una capacità molto utile e importante per imparare a capire i bisogni del prossimo e per saperli soddisfare. Solo così si può realizzare un legame profondo, soddisfacente e costruttivo per entrambe le parti.

Questa è l’essenza del messaggio che ho cercato di trasmettere, con qualche preoccupazione verso la fine, nel timore che non tutti l’avessero compreso pienamente. Sono seguiti altri relatori tra cui i rappresentanti delle Forze dell’ordine e un Magistrato, che hanno informato quali fossero i mezzi di prevenzione alla Violenza sulle Donne. Si è aperto un interessante dibattito con gli studenti che hanno rivolto domande molto pertinenti. L’intervento che ha destato grande attenzione è stato quello di un ragazzo che ha chiesto: “ Ma se ho capito bene, le misure di contrasto a cui voi vi riferite, sono il divieto di avvicinarsi fino a una certa distanza dalla vittima che ha denunciato l’abuso! Ma a un individuo, che non si può più considerare un vero uomo, se arriva a comportarsi in quel modo, cosa volete che gli interessi il divieto di avvicinarsi imposto dai Carabinieri? Infatti, ciononostante la cronaca continua a registrare questo genere di fatti criminosi. Io credo che l’unica prevenzione sia come dice Elisabetta (riferendosi a me), quella di imparare ad Amare. Amare veramente noi stessi, per poi saper Amare il prossimo. Questa è l’unica vera prevenzione sulla quale si dovrebbe investire, perché tutto comincia da quando siamo giovani. E’ a questa età che dobbiamo imparare ad amare e rispettare gli altri, nel vero senso della parola. Per questo la scuola e le istituzioni dovrebbero favorire questo tipo di iniziative, per le quali tutti ci dovremmo impegnare, perché quando saremo adulti, sarà più difficile correggere certi comportamenti”. Con grande sorpresa tutti i ragazzi, gli insegnanti e le forze dell’ordine si sono alzati in piedi ed hanno applaudito l’intervento del ragazzo e hanno espresso parole di apprezzamento e di approvazione. Questo mi ha dato tanta speranza e fiducia nei giovani che nonostante la confusione di valori di questo tempo, sanno ancora riconoscere ciò che è veramente importante.