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PRANZO DI RICEVIMENTO WFWP

Wimberger Hotel, Vienna
29 Aprile 2018

Prima dell’evento principale allo Statthalle di Vienna con la Fondatrice della WFWP, Dott.ssa Hak Ja Han Moon, all’Hotel Wimberger è stato tenuto un pranzo di ricevimento per gli ospiti internazionali, alcuni membri della comunità diplomatica di Vienna e leader religiosi. Si sono radunate circa 140 persone per partecipare al buffet, creare amicizie, scoprire le passioni degli altri e concentrarsi sugli argomenti di pace e sviluppo umano prima di raggiungere la Hall insieme.
Le moderatrici dell’evento erano Tina Coombs, Consigliera Speciale per la WFWP Europa e Natascha Schellen, Vicepresidente della WFWP in Germania. Delle parole di apprezzamento sono state rivolte al team della WFWP di Vienna che ha lavorato per questo e gli altri eventi per mesi. Sono poi stati presentati alcuni degli Ambasciatori, le loro mogli e gli ospiti delle missioni governative e delle Nazioni Unite, così come i rappresentanti della WFWP da ogni regione.
Sono state contate oltre 35 nazioni. Fedele alla reputazione di Vienna, l’intrattenimento ha creato un’atmosfera incantevole. Isabel Krapf e Karoly Berki hanno riscaldato il pubblico esibendosi nel tipico waltzer viennese e in una canzone Nord Coreana che parlava della bellezza della natura, preparata in particolare per la Dott.ssa Hak Ja Han Moon, che in seguito avrebbe dato il discorso principale allo stadio.
Di seguito è stato mostrato un interessante video he mostrava gli obiettivi e la vasta rete di cooperazione dei programmi della WFWP a livello mondiale.
Nel corso dell’evento l’Ambasciatrice della Costa Rica alle Nazioni Unite a Vienna, HE. Pilar de Rocafort ha fatto un intervento per spiegare che la Costa Rica è una nazione che ha deciso di sciogliere il suo esercito militare e reinvestire in educazione e sviluppo già decenni fa. Nonostante possano essere orgogliosi di questa decisione, questo non risolve tutti i problemi. È infatti necessario un contesto di pace e famiglia. È qui che i valori e l’educazione familiare vengono messi in gioco. Anche le questioni governative e legali sono un aspetto importante. Riferendosi al titolo “Peace Starts With Me”, ha spiegato quanto sia importante alimentare una cultura di ascolto e di rispetto degli uni verso gli altri, anche con punti di vista diversi a livello personale, ma con il goal di imparare ed essere migliori.
Carolyn Handschin, Vice Presidente della WFWP International ha accolto e ringraziato gli ospiti per essere venuti. Ha inoltre presentato alcuni degli altri importanti eventi che si stavano svolgendo per la città, inclusa un’importante conferenza per inaugurare il capitolo europeo di un’organizzazione che riunisce le religioni per contribuire alla pace (IAPD).
Molti eventi giovanili e culturali hanno portato oltre 600 giovani a radunarsi per ascoltare e dialogare sul tema della leadership e della costruzione della pace. La sessione della WFWP dal tema “Valori, Educazione e Famiglie Sane – Alimentare un ambiente per la Prosperità, Cittadinanza e Armonia Interreligiosa” ha portato a riunirsi più di un centinaio di donne: avvocati, educatrici, leader di affari, difensori dei diritti umani ed altre leader della società civile, per proporre metodi innovativi e per iniziare collaborazioni nel contesto più grande della convention “Peace Starts With me”.
L’intrattenimento è continuato con un commuovente Quartetto per Archi composto da Adam Szentannai e altri quattro talentuosi musicisti ungheresi ed è terminato con un’appassionata versione di “Never Enough” della giovane vocalista e compositrice svizzera Julia Handschin.

MAMME AL BIVIO, l’essenzialitá di una rete di sostegno collettiva

In occasione della festa della mamma, la WFWP Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo – Bergamo, in collaborazione dell’associazione “Senza di te io non esisterei ” é lieta di invitarvi all’incontro dal tema ” MAMME AL BIVIO, l’essenzialitá di una rete di sostegno collettiva “.
SABATO 12 MAGGIO 2018
ALLE ORE 17:00
Presso L’HOTEL DONIZZETTI, VIA A.MORO, 29 LAILO (BG)
Non mancate!

“UGUAGLIANZA DI GENERE: A CHE PUNTO SIAMO? BEST PRACTICES E SCENARI FUTURI IN UN MONDO CHE CAMBIA”

Questo il titolo del convegno che si è svolto il 18 Aprile nella Casa della Cultura del V Municipio, promosso da WFWP Italia con la collaborazione del V Municipio di Roma, Il valore del Femminile, GWPN, Donne e Società, Federmenager Roma, FIDAPA BWP Italy Sezione Roma.

Saluti di benvenuto sono stati offerti dal Presidente del V municipio, dall’Assessore alle politiche Giovanili e dalla Consigliera comunale rappresentante il Consiglio delle Elette.

In occasione della Giornata internazionale delle Donne, e in linea con il 5 obiettivo dell’agenda 2030, eccellenti relatori hanno riportato sulla situazione del riconoscimento dei diritti delle donne, cominciando dalla loro propria esperienza nel campo manageriale, nel campo lavorativo, nella società e in famiglia. Altri temi che sono stati toccati come: Violenza contro le donne e bambine, La Carta dei diritti delle Bambine, Il valore del Femminile nella società attuale, Educazione nella scuola come prevenzione contro la violenza di genere.

Elisabetta Nistri dopo aver ringraziato le relatrici presenti e tutte le donne che hanno combattuto nel passato affinché oggi noi potessimo beneficiare delle loro conquiste, ha proposto la visione della WFWP sottolineando che adesso è il tempo di ricercare le virtù mascoline e femminili per costruire insieme una società migliore. Per ottenere ciò, è necessario il riconoscimento dell’uguaglianza a tutti i livelli della società, ma nello stesso tempo è fondamentale mantenere e sottolineare la specificità di genere, con particolare attenzione alle peculiarità femminili. Interessanti anche le riflessioni di Francesca Calì, che ha affermato che le donne hanno bisogno di capire il loro valore e la loro dignità e comportandosi di conseguenza, potranno educare anche gli uomini a farsi rispettare per ciò che veramente sono.

[Link per accedere alle foto della conferenza: https://www.facebook.com/media/set/?set=a.915681095258940.1073741885.164232360403821&type=1&l=b70a046ba1
Per leggere i discorsi dei relatori fare riferimento alla sezione “discorsi pubblici”]

Questa voce è stata pubblicata il 24 aprile, 2018, in Conferenze, Roma.

“Uguaglianza di genere” (Elisabetta Nistri)

Un ringraziamento per tutto il lavoro che è stato fatto fino ad adesso dalle donne che ci hanno preceduto ed hanno permesso anche a noi di godere delle conquiste raggiunte.

Una importante conquista è stato il riconoscimento del 5 punto tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che dice: RAGGIUNGERE L’UGUAGLIANZA DI GENERE ED EMANCIPARE TUTTE LE DONNE E RAGAZZE, e che attraverso i sottopunti analizza tutti gli aspetti in cui le donne sono state e sono ancora discriminate. In precedenti convegni abbiamo già toccato alcuni di questi punti come:  il punto 5.2 Eliminare tutte le forme di violenza verso tutte le donne e ragazze nella sfera pubblica e privata, inclusi tutti i tipi di sfruttamento come traffico e sfruttamento sessuale.

5.3 Eliminare tutte le pratiche dannose, come il matrimonio forzato prematuro delle bambine e la mutilazione genitale femminile.   5.5 Assicurarsi la piena ed effettiva partecipazione delle donne ed uguali opportunità per la leadership a tutti i livelli nella vita politica, economica e pubblica.

A questo punto del Convegno ringrazio anche le relatrici precedenti che hanno dato una ampia e dettagliata panoramica, delle situazioni in cui ancora questi diritti non sono stati acquisiti e del lavoro che ci rimane ancora da fare.

Con questo voglio dire che è un grande conquista, il fatto che questi obiettivi siano scritti, ma così come per la carta dei Diritti Umani stipulata dopo la 2 Guerra Mondiale, siamo ancora abbastanza lontani dalla loro attuazione.

La domanda che voglio porre quindi è perché gli uomini discriminano le donne? E come possiamo evitare che questo continui a ripetersi? Nel caso specifico parlo di maltrattamento, violenza, abuso, mancanza di rispetto….  Ma se analizziamo bene in molti gravi casi di cronaca,  vediamo che spesso gli uxoricidi finiscono con suicidi. (questo quindi dovrebbe farci riflettere)

Forse è perché siamo così limitati nella capacità di comprendere gli altri che il diverso ci spaventa e non abbiamo imparato ad accoglierlo. Accettare il diverso sembra che ci faccia perdere qualcosa, invece di capire che quando io sono apposto con me stesso/a il diverso mi arricchisce, perché mi permette di capire un altro punto di vista, vedere le cose da un’altra prospettiva.

Per portare avanti questo ragionamento bisogna uscire dalla logica di chi ha ragione e chi ha torto, o di chi è migliore e chi è peggiore, e risalire a monte della questione che essenzialmente è la mancanza di amore, e l’incapacità di amare. Provate a seguirmi.

Quando un papà uccide la madre dei suoi figli, a cosa pensa in quel momento? Sicuramente non all’amore dei suoi figli, non all’amore per sua moglie, ma è mosso dall’insoddisfazione per la mancanza di amore che magari ritiene di meritare o pretende di ricevere, nonostante tutto da sua moglie o dalla sua compagna. Sopprime la presunta causa della sofferenza, ma poi spesso si suicida, perché non c’è comunque gioia, soddisfazione o appagamento in questo.

Devo dire però che ci sono altre situazioni in cui le donne da vittime passano dalla parte dei carnefici. Ci sono delle cause di divorzio in cui il papà si deve assumere tutti gli oneri del mantenimento dei figli e della moglie, perde il diritto alla casa, la possibilità di incontrare i figli, e la moglie approfitta della situazione per metterlo in cattiva luce davanti ai figli e addirittura mandarlo sul lastrico.

In passato in un mondo prettamente dominato al maschile, le qualità femminili erano considerate inferiori, perdenti, ed è stato sicuramente difficile ottenere il riconoscimento di uguaglianza nei diritti. Nel posto di lavoro c’è ancora discriminazione purtroppo, ed è un dato di fatto che gli stipendi delle donne a parità di prestazioni siano inferiori a quelli degli uomini. Il boss tiranno in genere è sempre uomo, ma purtroppo oggi, anche donne che hanno posizione di leadership non favoriscono le donne, quasi come se ci fosse rivalità e competizione tra le donne stesse, invece di sostenersi e lavorare insieme per il raggiungimento di un’uguaglianza costruttiva.

In sostanza possiamo dire che ci sono esempi virtuosi e in difetto da ambedue le parti, quello che è necessario in questo tempo, è mettere in luce gli aspetti virtuosi e le caratteristiche di genere e promuovere l’uguaglianza nel rispetto delle diversità.

Ormai poi è risaputo che esistono aspetti maschili anche nella donna come c’è una componente femminile anche nell’uomo. Forse sarebbe importante imparare a riconoscere, saper ascoltare, accettare e rispettare questi aspetti prima di tutto già dentro di noi. Mia figlia dice: “C’è bisogno di normalità”. Le avevo chiesto se fosse disponibile lei a leggere il mio discorso nel caso a causa dell’intervento alla spalla, io non avessi potuto, raccomandandole anche di leggerlo e farlo suo. Vi leggo le riflessioni che aveva preparato.

“C’è bisogno di normalità” – Francesca Calì

Uno degli obiettivi che vengono sottolineati nella giornata internazionale della donna è l’EMPATIA
Cercare di capire gli altri, preoccuparsi degli altri e valorizzare la diversità son elementi chiave per formare relazioni profonde per fare un cambiamento. È attraverso l’abilità di capire e condividere i sentimenti degli altri che diverse situazioni e prospettive possono essere capite. La giornata internazionale delle donna invita ad una comprensione globale delle difficoltà delle donne – le sfide affrontate, gli ostacoli superati e i cambiamenti desiderati per un mondo inclusivo e progredito.

C’è bisogno di EMPATIA – uomini e donne hanno molto in comune ma anche caratteristiche proprie (a volte, in parte anche interscambiate). UGUAGLIANZA quindi significa riconoscimento delle specificità e rispetto delle diverse esigenze. Quando la donna sarà in maternità, non potrà svolgere gli stessi compiti di prima. La cura dei figli è da condividere, ma sono ruoli diversi da rispettare ognuno con le sue caratteristiche, perché offrire ai figli la stessa identica cura o mostrare la stessa identica attitudine non giova a nessuno. (è vincente la complicità tra i genitori per il bene dei figli)

Immagino il mondo, l’umanità come una famiglia alla cui guida ci sono dei genitori che armoniosamente si rispettano ed infondono amore ai loro figli. Questi genitori hanno un’amore diverso l’uno dall’altro, ma i figli li amano e stimano per quello che sono, nella diversità c’è la specificità e la maggiore bellezza è l’armonia.

L’Obiettivo 16 del S.D.G dice:  Pace, giustizia e istituzioni forti – Promuovere società pacifiche, giuste ed inclusive

La Pace deve diventare una cosa reale, comincia dentro di me per diffondersi poi nella famiglia e nella società, per questo a Vienna il prossimo 28 e 29 Aprile si svolgerà un importante convegno per lanciare l’Associazione Interreligiosa per la pace e lo sviluppo. Quando nel 1992 i coniugi Moon hanno fondato la WFWP hanno riposto tanta fiducia in essa nella certezza che il contributo che le donne possono portare sia fondamentale, c’è bisogno sempre più di noi nella società. Grazie per il vostro impegno, continuiamo a lavorare insieme.

(Elisabetta Nistri, 18 aprile 2018- “Uguaglianza di genere: a che punto siamo?Best practices e scenari futuri in un mondo che cambia”)

 

“C’è bisogno di normalità” – Francesca Calì

C’è bisogno di normalità. C’è bisogno che nella vita di tutti i giorni, tramite le nostre azioni quotidiane, portiamo l’uomo a rispettarci nella nostra integrità e non solo per determinati aspetti di cui egli si può compiacere, come le nostre curve, il nostro profumo, o la bellezza che irradiamo quando sorridiamo a qualche suo complimento. Le marce per strada e i tanti discorsi vanno benissimo, servono soprattutto a smuovere la situazione in luoghi dove tutto è ancora troppo fermo. Ma non servono poi a molto se nella nostra vita quotidiana permettiamo ancora allo sconosciuto per strada di rivolgersi a noi in modo inappropriato, se assecondiamo con una risata maliziosa qualcuno che ci vede solo come un oggetto da utilizzare a suo piacimento, o se ancora ridiamo a battute volgari sessiste pur di non sembrare “troppo scorbutiche”. Può servire a ben poco fare educazione all’uguaglianza di genere, se vediamo ancora in televisione donne mostrarsi come dei semplici corpi nudi con i quali l’uomo si diletta a giocare, offendendo la dignità e l’integralitá  di una vera donna. Fino al momento in cui non saremo noi stesse in primis convinte del fatto che essere una donna non vuol dire essere più o meno di uomo, ma semplicemente una delle 2 parti complementari dello stesso Universo, nessun uomo a sua volta potrà davvero capire come si deve comportare nei nostri confronti. Finchè noi stesse non comprendiamo che il metro di misura per determinare il nostro valore non ha nulla a che vedere con ciò che di uguale o diverso abbiamo rispetto all’uomo, sarà difficile per chiunque ci circonda non porre i due sessi costantemente in competizione. Tramite il nostro atteggiamento mostriamo il nostro valore. Tramite le nostre parole, la nostra convinzione, insegniamo a chi è diverso da noi il modo in cui meritiamo di essere trattate. Siamo noi che dobbiamo insegnar loro l’arte del rispetto e  la bellezza della diversità, perché per troppo tempo il mondo è stato diseducato. Come? Non andando in giro a seno nudo e con un cartello in mano a gridare al mondo quali sono i nostri diritti, né tanto meno negando la nostra femminilità a testa bassa, ma mostrando il nostro vero valore come esseri umani ogni giorno della nostra vita. C’è bisogno di portare la nostra essenza, la nostra femminilità nella normalità.

(Riflessioni di Francesca Calì )