Come il Corporate Welfare può fare famiglie e comunità più sane (di Maria Grazia De Angelis)

In un mondo che richiede sempre più di essere multitasking, molte donne sono costrette a vivere in un equilibrio precario tra lavoro e famiglia. Come delle acrobate devono imparare la difficile arte di conciliare il benessere personale con le esigenze della famiglia, dell’azienda, delle persone anziane. Ma anche il benessere sociale e delle persone dipende da una molteplicità di fattori: la condizione lavorativa, la vita familiare e associativa, l’inclusione sociale, l’accesso ai principali servizi.

In un tale contesto di riferimento è importante considerare l’importanza di alcune tutele a livello normativo promosse dall’Europa, nonché le “buone pratiche” che le aziende “virtuose” mettono in atto per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne, fornendo loro un grande contributo al miglioramento della vita personale, familiare e sociale.

In Europa è diffusa la sensazione che l’ordinamento comunitario privilegi la componente economica del mercato rispetto alla componente sociale e che coinvolga raramente, o solo in via informale, le parti sociali. Di fatto questa sensazione è confutata da una serie di direttive europee, che spingono ad un ordinamento europeo che faccia della politica sociale uno dei tratti caratterizzanti. Si parla di “nuova cultura gestionale ed organizzativa”. Ma la novità non è nella cultura della prevenzione, ma nell’imposizione di un nuovo modello “l’impresa Sicura e Responsabile”, che è tale nella misura in cui fa propri gli obblighi e le raccomandazioni delle disposizioni vigenti

Molti delle prescrizioni introdotte dai singoli Paesi dell’UE, in materia di sicurezza sul lavoro, derivano dagli indirizzi strategici in materia sia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che di responsabilità Sociale d’impresa,dal recepimento di direttive europee e di accordi europei tra le parti sociali.

In particolare con riferimento agli accordi europei si deve all’Europea l’accordo dell’ 8 ottobre 2004 per il riconoscimento dei rischi psicosociali nei luoghi di lavoro, nonché quello del 26 aprile 2007 finalizzato a prevenire, individuare e gestire i casi di molestie e di violenza nei luoghi di lavoro. Così come si deve alla strategia dell’Unione Europea 2011-14 in materia di Responsabilità Sociale d’Impresa la maggiore attenzione delle aziende ad affrontare le proprie responsabilità sociali, attuando processi per l’integrazione delle questioni sociali, ambientali, etiche, allo scopo di massimizzare la creazione di un valore condiviso in stretta collaborazione con i propri stakeholder

Questa nuova cultura ha arricchito la relazione lavoristica di nuovi qualificanti elementi, caratterizzati da una nuova attenzione su:

-work environment (qualità del luogo di lavoro, clima organizzativo, sviluppo e carriera, ecc.),

– company environment (bilancio sociale, valori, certificazioni ambientali, cultura organizzativa, ecc.)

– work-life balance (servizi per il benessere personale, servizi per la famiglia, ecc.)

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, genericamente chiamato ”Secondo Welfare” o “Corporate Welfare” va sottolineato che è importante che ogni azienda costruisca il proprio sistema partendo dall’analisi dei bisogni dei propri lavoratori. Se si vuole ottimizzare il parametro “costi/benefici” è infatti necessario che il “Corporate welfare” sia realizzato come un “abito su misura”

l welfare aziendale è il tentativo di risposta delle aziende al costante indebolimento del Welfare State in materia di previdenza, assistenza, istruzione e sanità. Può essere definito come l’insieme dei benefit e servizi forniti dall’azienda ai propri dipendenti al fine di migliorarne la vita privata e lavorativa. Il Welfare aziendale è abbastanza diffuso nel sistema imprenditoriale italiano: i benefit vanno dal sostegno al reddito familiare, allo studio, e alla genitorialità, dalla tutela della salute a proposte per il tempo libero e ad agevolazioni.

L’80% delle aziende presenti in Italia con più di 500 dipendenti ha avviato una qualche iniziativa di welfare aziendale, ben il 43% di esse offre almeno due tipologie di interventi di welfare. I risultati di una ricerca su piccole e medie imprese evidenziano che il 45% sono attive in almeno quattro aree di welfare e di queste l’11% è attivo in più di sei aree.

Conciliare profitto e corporate welfare è possibile lo dimostrano aziende di successo come :

– Enrico Bracalente, i cui prodotti sono noti con il logo NEROGIARDINI, scarpe, borse cinture di elevata qualità

– Brunello Cucinelli, abbigliamento uomo donna in cashmere colorato

– Enrico Loccioni, produttore di impiantistica elettrica industriale e sviluppo soluzioni per la cura della salute, della nutrizione e del benessere

– Leonardo Del Vecchio, che con l’azienda Luxottica è leader nel design e nella produzione e distribuzione di occhiali di fascia alta, di lusso e sportivi

Per esempio il Modello Luxottica nasce nel 2009 dalla cultura della qualità. Si è partiti infatti da un circolo virtuoso che induce i dipendenti ad un maggior coinvolgimento nell’elevare gli standard qualitativi ed organizzativi, ricavando così dalla diminuzione dei costi di produzione le risorse destinate a un welfare aziendale, caratterizzato da

– un sistema di incentivazione collegato ad indicatori di qualità che vengono aggiornati annualmente

– una differenziazione territoriale delle iniziative

– un significativo impegno di comunicazione interna, anche attraverso corsi, per far conoscere le iniziative e sensibilizzare i dipendenti circa il tema della qualità e della riduzione degli sprechi

Tra le soluzioni introdotte con il primo piano 2009-2013, troviamo:

– Il carrello della spesa per un valore di 110 euro, che viene distribuito tramite accordi con cooperative locali.

– La cassa di assistenza sanitaria

– Il rimborso totale dei libri di testo, per i figli e per i dipendenti che studiano

– Il sostegno al merito, mediante la premiazione delle eccellenze scolastiche.

Mentre tra le tante ulteriori iniziative adottate successivamente, ci piace citarne alcune particolarmente innovative:

-La” Banca ore” per la solidarietà tra dipendenti: ciascun dipendente può donare una parte o la totalità delle proprie ore accantonate a favore di uno o più colleghi che ne hanno necessità.

L’azienda si impegna a raddoppiare il numero delle ore donate, facilitando così la solidarietà in azienda tra colleghi.

 la ‘Baby Week’, per l’inserimento all’asilo nido: oltre ai cinque giorni di congedo retribuito per i papà in occasione della nascita di un figlio, già previsti nel precedente Contratto Integrativo, i genitori avranno diritto ad una settimana di permesso retribuito in occasione dell’inserimento dei figli all’asilo nido.

 Il “Patto tra generazioni” :cento dipendenti a tre anni dalla pensione possono chiedere il part time al 50% senza alcuna incidenza sul proprio trattamento pensionistico, offrendo ad un pari numero di giovani – selezionati esclusivamente secondo criteri di merito – l’opportunità di un’assunzione a tempo indeterminato

Tra le attuali tendenze troviamo aziende che propongono lo smart working come “frenge benefit, rimettendo così in discussione i vincoli tradizionali (spazio fisico, orari e strumenti di lavoro) alla ricerca di nuovi equilibri fondati su una maggiore libertà, responsabilizzazione dei lavoratori e conciliazione famiglia-lavoro.

L’azienda Paycircle, una piccola azienda londinese ( 15 dipendenti) che offre servizi per le paghe online ad altre PMI, ha abolito gli orari di lavoro dei suoi dipendenti che possono, dopo la riunione del lunedì mattina, scegliere in totale autonomia da dove svolgere i propri incarichi e quante ferie prendere, perfino una settimana intera con un solo giorno di preavviso. L’azienda valuta i risultati e non le ore trascorse in ufficio. Il sistema si basa, infatti, su fiducia, maturità e rispetto tra colleghi

In sintesi possiamo quindi dire che il Corporate Welfare oltre a rendere le famiglie e le comunità più felici, va verso la direzione indicata dalla dottrina sociale della Chiesa. In particolare rappresenta una risposta alle sollecitazioni di Papa Francesco “Se impostiamo i nostri modelli di sviluppo in maniera dissennata e lasciamo che la politica soggiace all’economia e l’economia alla tecnologia, e l’uomo al profitto è inevitabile il degrado ambientale umano e sociale” (Papa Francesco)

Tabella allegata – LE 10 AREE DEL WELFARE AZIENDALE

– PREVIDENZA INTEGRATIVA

– SALUTE

– ASSICURAZIONI PER I DIPENDENTI E LE FAMIGLIE

– TUTELA DELLE PARI OPPORTUNITÀ E ASSISTENZA AI GENITORI

– CONCILIAZIONE DEL LAVORO CON LE ESIGENZE FAMILIARI E IL TEMPO LIBERO

– SOSTEGNO ECONOMICO AI DIPENDENTI E ALLE FAMIGLIE

– FORMAZIONE AI DIPENDENTI E SOSTEGNO ALLA MOBILITÀ DELLE GENERAZIONI FUTURE

– SOSTEGNO AI SOGGETTI DEBOLI E INTEGRAZIONE SOCIALE

– ASSICURAZIONI PER I DIPENDENTI E LE FAMIGLIE
WELFARE ALLARGATO AL TERRITORIO

Speech Maria Grazia De Angelis
President  Italian Association of Labour Research for organizational development – Associate Partner Temporary Management; Capital Advisors

16 Annual WFWP- Europe Conference, Bratislava
November 18-20, 2016

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