Anche le immagini uccidono

Care amiche, amici,

ho partecipato alla conf. organizzata dall’Associazione REDANI lo scorso Sabato e invito tutti quanti a sostenere con una firma questa importante iniziativa, potete anche segnalare voi stessi, immagini inappropriate che trovate sui media. Tutte le info su:

www.ancheleimmaginiuccidono.org

FB:Anche le immagini uccidono

Periodicamente – specialmente durante il periodo delle festività natalizie e pasquali – le associazioni e le organizzazioni non governative nazionali ed internazionali che operano in Italia, realizzano campagne di raccolta fondi per finanziare interventi come aiuti umanitari e adozioni internazionali.

La maggior parte di queste campagne sono rivolte ai paesi dell’Africa ed alla popolazione africana.

Testi ed immagini indugiano su situazioni drammatiche e angoscianti come quella di bambini denutriti ed in pericolo di vita, alimentando le visioni stereotipate di tutto un popolo ed un continente agli occhi dei destinatari dei loro messaggi.

Si tratta di precise strategie di comunicazione che intendono suscitare compassione e reazione emotiva dei potenziali donatori.

Così facendo, le organizzazioni umanitarie – che comunque svolgono un lavoro preziosissimo – finiscono per calpestare le carte deontologiche giornalistiche, in particolare la Carta di Treviso del 5/10/1990, che condanna in maniera chiara questo tipo di comportamenti.

Viene da chiedersi: la tutela della privacy di un bambino europeo annulla la necessità di tutelare altri bambini, in particolare se nati in paesi africani in difficoltà? Viene anche da porsi la domanda se i genitori dei bambini riprodotti in questi spot pubblicitari abbiano rilasciato regolari liberatorie, e comunque se il loro consenso sia stato dato in modo pienamente informato e consapevole.

I bambini, le donne, la popolazione che vivono un dramma umanitario non possono essere mercificati e trattati come “asset” di un meccanismo di comunicazione che mira a “fare soldi” a qualunque costo.

Con la campagna di comunicazione sociale “Anche le immagini uccidono” l’Associazione di Promozione Sociale REDANI (Rete della Diaspora africana d’Italia) chiede:

1. alle Ong e associazioni italiane una comunicazione più sobria e rispettosa, che promuova l’autodeterminazione e il consenso informato delle popolazioni destinatarie.

2. alle autorità legislative di promuovere una legge che eviti abusi e sfruttamento delle immagini di sofferenza o stereotipate nelle campagne di raccolta fondi.

Per un uso etico delle immagini nelle campagne di raccolta fondi!

Se credi nei valori qui espressi, firma questa petizione.

www.change.org

Ti ringraziamo!

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