
HERSTORY è una serie mensile di incontri stimolanti con donne provenienti dall’Europa e dalla regione MENA. Il 16 Aprile la WFWP Italia ha invitato la dott.ssa Yael Admi e la dott.ssa Reem Alhahajra. Elisabetta Nistri, presidente di WFWP Italia le ha accolte raccontando la sua esperienza dell’incontro di persona a Roma, poco prima della BAREFOOT WALK che si è svolta il 24 marzo.
La Dott.ssa Reem Alhahajra è cresciuta nei campi profughi di Dheisheh a Betlemme, dove continua a vivere con i suoi 3 figli. È stata spinta a diventare un’attivista dalla paura per la sicurezza dei suoi figli, sapendo che, con lo status quo, avrebbero avuto maggiori probabilità di essere imprigionati, feriti o uccisi. Nel 2021 ha fondato Women of the Sun, un’organizzazione che mira a dare potere politico alle donne palestinesi e a incoraggiare una soluzione non violenta al conflitto israelo-palestinese.
La dottoressa Yael Admi è nata in Israele e, fin da giovane, è stata segnata da tragedie personali: la morte di suo fratello in un conflitto armato con l’Egitto e, in seguito, la morte di sua madre a causa del dolore. Queste esperienze sono state determinanti nel suo impegno a favore della pace e della risoluzione non violenta dei conflitti.
Admi è cofondatrice di Women Wage Peace, un movimento popolare israeliano che promuove la risoluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese attraverso il dialogo, la mobilitazione sociale e la partecipazione attiva delle donne ai processi negoziali. Facendo appello all’istinto materno che ci unisce, promuovono – non solo a parole ma dando esse stesse l’esempio – l’idea che il perdono e la riconciliazione siano possibili, e che questa sia l’unica via per cambiare il futuro. Gli sforzi dei due movimenti si uniscono nelle iniziative di «The Mother’s Call», https://mothers-call.org/ un appello congiunto che chiede ai propri leader di porre fine alla violenza e riprendere i negoziati. Insieme, hanno ricevuto numerosi riconoscimenti e sono stati candidati al Premio Nobel per la Pace nel 2025. Il loro messaggio è chiaro: «Mentre le guerre continuano, le voci di coloro che pagano il prezzo più alto – le madri e le donne – vengono sistematicamente ignorate ed escluse dalle stanze in cui si prendono le decisioni sul loro futuro e su quello dei loro figli. Chiedono la fine immediata e definitiva della violenza e l’inclusione delle donne nei negoziati di pace, in conformità con la Risoluzione 1325, non solo per i loro paesi ma per la vita dei bambini in tutto il mondo. Nonostante il dolore che portano con sé, il pubblico ha potuto percepire la loro pace interiore, ascoltare i saggi consigli in risposta alle domande e la loro determinazione a garantire che le voci delle donne siano ascoltate nella risoluzione dei conflitti.


