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GIOVANI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: EDUCARE E CRESCERE NEL FUTURO DIGITALE

20 Maggio 2025

•

Redazione

Si è tenuto il 20 maggio, presso la Sala delle Bandiere dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia, il convegno “Giovani e Intelligenza Artificiale: educare e crescere nel futuro digitale”, promosso da WFWP Italia e dall’Associazione Il Valore del Femminile.


L’evento ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti del mondo educativo per discutere le opportunità e le sfide poste dall’IA nella formazione delle nuove generazioni.


Apertura dei lavori

I lavori sono stati aperti dalla giornalista Maria Paola Rajola, seguita dal messaggio del Dott. Corazza, Capo Ufficio del Parlamento Europeo a Roma.
Il Dott. Corazza ha sottolineato l’attenzione dell’Unione Europea verso lo sviluppo dell’IA, evidenziando la necessità di regolamentarne l’uso per evitare che prevalga sulle decisioni umane, a differenza degli Stati Uniti, dove mancano vincoli simili.


Saluti istituzionali

La Consigliera Comunale di Roma Capitale, Antonella Mellito, ha presentato le iniziative promosse dal Comune di Roma nei licei per informare i giovani sulle opportunità offerte dalla tecnologia, oltre all’uso consapevole dei social.
Il Professor Paolo De Nardis ha invece ribadito che l’IA rappresenta un’opportunità, ma il suo impatto dipende dall’uso che ne facciamo: può essere un mezzo per raggiungere obiettivi o diventare un fine in sé.


Interventi chiave

Elisabetta Nistri, Presidente della WFWP Italia, ha espresso la necessità di riflettere sulla direzione che l’IA sta imprimendo alla nostra vita.
“L’IA può essere un prezioso aiuto, ma dipende da noi se diventerà uno strumento per nobili intenti o un amplificatore dei nostri difetti”, ha affermato.
Ha inoltre sottolineato l’importanza di trasferire contenuti educativi attraverso il digitale, data la propensione dei giovani verso questo mezzo, ma senza trascurare i rischi del mondo virtuale.

Cristina Colannino, insegnante di liceo, ha condiviso esperienze pratiche sull’insegnamento dell’uso consapevole dell’IA in classe, evidenziando come questa tecnologia venga sempre più utilizzata anche nei colloqui di lavoro, grazie alla sua capacità di empatia.

Emanuele Caroppo ha messo in guardia sulla sostituzione delle relazioni umane con l’IA, sottolineando che nessuna tecnologia potrà mai rimpiazzare il valore degli affetti e delle interazioni personali.

Oriana Ippoliti ha ricordato le origini dell’IA interattiva, risalenti ai Tamagotchi degli anni ’90, e ha sottolineato l’importanza di integrare emozioni e valori umani nell’educazione, spesso trascurati dai sistemi scolastici.

Antonio Affinita, Direttore Generale del MOIGE, ha evidenziato la mancanza di tempo delle famiglie per l’educazione dei figli, sottolineando la necessità di un impegno collettivo (“il villaggio”) per colmare questo vuoto.

Matilde De Giovanni, Presidente dell’Associazione Maieutica, ha parlato dell’importanza di guidare i giovani a distinguere tra realtà e virtuale, mentre Giovanni Lippa Liberale ha espresso preoccupazione per il rischio di trascurare valori fondamentali come l’amore e la felicità in un mondo ipertecnologico.

Sara Pieri, dottoranda in IA, ha descritto l’IA come un “assistente h24” in grado di trasformare idee in azioni, ma ha anche avvertito dei rischi di dipendenza e limitazione della creatività umana.

Andrea Pietrapaoli ha infine spiegato come gli algoritmi apprendano dalle nostre interazioni, amplificando contenuti virali senza verificarne la veridicità.

Virginia Vandini, Presidente de Il Valore del Femminile, ha presentato l’IA come un’opportunità per superare il dualismo e riconnetterci alla dimensione sacra della vita.
Ha sottolineato l’importanza di preservare ciò che ci rende umani – intuizione, emozione e creazione di significato – definendoci “intelligenza emotiva, collettiva e spirituale”.
La sua conclusione, con il suono del tamburo, ha simbolicamente richiamato l’unità tra tecnologia e ritmo vitale della Terra, invitando a integrare innovazione e spiritualità.


Conclusioni

Il convegno ha messo in luce la duplice natura dell’IA: strumento potente per il progresso, ma anche fonte di sfide educative e sociali.
La chiave risiede nell’equilibrio tra innovazione e valori umani, con un appello alla saggezza collettiva per orientare lo sviluppo tecnologico verso il bene comune.

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